Come la marea, di Manuela Dicati, recensione di Daniela Domenici

Semplicemente superlativo quest’ultimo romanzo di Manuela Ducati che torno a “trovare” dopo due anni dalle mie recensioni a tre sue opere; permettetemi questo incipit così esagerato ma l’autrice se lo merita tutto perché questa sua opera si divora nonostante la mole non indifferente, vola via tra sorrisi e lacrime, tra commozione e momenti divertenti, tra colpi di scena degni di un thriller e scene d’amore e di passione: bravissima!

La storia tra Viola, correttrice di bozze e pseudo giornalista, e Andrea, campione di nuoto, va avanti tra liti e riappacificazioni, tra malintesi e chiarimenti, tra abbandoni e nuovi incontri, come la marea del titolo, appunto, grazie a Tiziano, cugino–fratello e manager di Andrea, e Luca, collega e amico di Viola e a tante/i altre/i co-protagoniste/i.

Il mare, qui, non è solo l’ambiente-chiave davanti e dentro il quale si svolgono i momenti clou della storia ma viene quasi personificato dall’autrice con grande abilità.

Ancora una volta i miei complimenti, oltre a quelli appena elencati, vanno a Dicati per lo stile narrativo denso, variegato, scorrevole, avvincente e senza alcuna “mancanza”, come è mia abitudine chiamare gli errori ortografici e sintattici che, come correttrice di bozze ed editor, mi passano in gran numero sotto gli occhi.

 

Annunci