quarant’anni, di Adele Libero

Nell’alba si presenta la famiglia,
è tutto nuovo, scale luccicanti,
pareti e corridoi pieni di luce,
le stanze allegre e i cuori palpitanti.

La nuova casa vive la famiglia,
crescono i bimbi, suoni di risate,
nel viale biciclette e acchiapparelle,
ma il Tempo già si ruba le ore belle.

Pareti quasi opache, senza luce,
sembra scomparso, sai, quel po’ di mare,
che si vedeva dal terrazzo bello,
quando ci si contavano le stelle.

Piange il palazzo se un anziano parte
per quella ch’è poi l’ultima dimora,
son rotolati più di quarant’anni,
qualche altro però arriva e si ristora.

“Guarda papà, da qui si vede il mare”,
corrono i bimbi nuovi al panorama,
ridono scale, ridono pareti,
la Vita torna tutta a cominciare.

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