Non mi piacciono i film di Anna Magnani-Il caso Wilma Montesi, di Mario Pacelli, Graphofeel editore, recensione di Daniela Domenici

Wilma Montesi è un nome che oggi dice poco o niente alla maggior parte degli italiani ma che ha riempito le pagine dei giornali per molti anni della seconda metà del secolo scorso…”: anche la sottoscritta, nata pochi anni dopo il ritrovamento del corpo di Wilma in riva al mare di Roma nell’aprile del 1953, faceva parte di quella parte di persone che ignorava questa vicenda prima di leggere questo interessante saggio di Mario Pacelli, docente universitario e autore di numerosi saggi di storia parlamentare, che ricostruisce, con certosina pazienza, la storia di questo intrigo complesso che ha demolito carriere politiche, reputazioni e relazioni e che ha mostrato, per la prima volta, all’opinione pubblica quell’Italia degli interessi e della prepotenza oggi a noi, purtroppo, tristemente ben nota.

Come morì veramente Wilma Montesi? Dopo tanti processi, indagini carenti e contraddittorie, mezze verità, menzogne ufficiali nel 1967, quattordici anni dopo la sua morte, la Corte di Cassazione ribadisce che è avvenuta per disgrazia, quasi sicuramente per non sconvolgere gli equilibri di potere di quegli anni, troppi personaggi vi erano coinvolti a vario titolo, politici, giornalisti, forze dell’ordine e il “caso Montesi” è rimasto un mistero…

L’autore arriva a stabilire un’analogia con la vicenda di Emanuela Orlandi nel 1983 “depistaggi, interventi di centri di potere occulti per oscurare le verità, personaggi che compaiono per poi scomparire nell’ombra: nel 1953 come nel 1983, trenta anni dopo…Italia, paese dei misteri: perché?”: è la domanda che si pone Pacelli e che suggerisce una riflessione: come può una bella e semplice ragazza ventunenne un giorno di aprile di molti anni fa decidere di non andare al cinema a vedere un film di Anna Magnani ed essere poi ritrovata morta, dopo due giorni, su una spieggia in condizioni e per circostanze ancora misteriose? Su chi pesa la sua morte? “Cosa avviene in un Paese quando lo società è dominata da un malessere diffuso che condiziona la stabilità della convivenza rendendola simile a un castello di carte che finisce per crollare a causa della sua stessa fragilità?