mondi differenti, di Tiziana Mignosa

Tu giochi dal castello

io dalla zattera in mezzo al mare

tu sei terra e semi

io vento e fuoco

 

Mi tuffo e gli abissi incontro

tu passeggi

e coi fili d’erba

ti raffronti

 

Mondi differenti

i nostri

si baciano in un punto solamente

che ancora però non ho trovato

 

Binari paralleli

che non s’incontrano

ma si cercano e intanto scorrono

su paesaggi differenti

 

tiziana mignosa

dicembre duemiladiciotto

 

In questa poesia ci sono ancora metafore da decifrare; quando Tiziana parla di “giochi” si riferisce alla vita, per lei la vita è un gioco, a volte fa male altre è bellissima ma è pur sempre un gioco. Parla con qualcuno ( chi …? Non lo rivela. )  al quale dice “Tu giochi dal castello …” quindi da un posto stabile, sicuro, “… io dalla zattera in mezzo al mare” pertanto da una postazione meno salda ma di certo più libera visto che sta in mezzo al mare. Continua il discorso utilizzando altre metafore che rafforzano il precedente pensiero e dice: tu sei terra e semi/io vento e fuoco. Ogni condizione possiede i suoi pro e i suoi contro; chi sta nel castello è al sicuro, non teme le intemperie ed è quindi paragonabile alla terra e ai semi, cioè manifesta la solidità e questo lo porta  a vivere l’abbondanza materiale ( i semi ) ma è, al contempo, anche prigioniero delle stesse mura che lo proteggono. Chi invece è nella zattera non ha la stabilità materiale della condizione precedente ma è libero; per questo l’autrice parla di vento ma perché usa anche il fuoco come metafora? Il fuoco attrae da sempre il genere umano, affascina ma, al contempo, viene temuto. La libertà piace a tutti ma molti, temendola, preferiscono solo sognarla e così non rimane loro che guardarla e desiderarla vivendola solo attraverso i vetri opachi di una delle tante stanze “sicure” del castello.  Nella seconda strofa l’autrice fa un’amara constatazione, almeno dal suo personale punto di vista; è consapevole del fatto che nei loro incontri ( suoi con questo misterioso personaggio) come creature appartenenti a mondi totalmente differenti, lei si tuffa e incontra abissi, cioè va nella profondità delle cose mentre lui, ahimè, passeggia e quindi muovendosi solamente in superficie, incontra solo “fili d’erba”.

L’amara conclusione diventa inevitabile nella chiusa: “Mondi differenti/i nostri/ si baciano in un punto solamente/che ancora però non ho trovato”

C’è un punto d’incontro (fortunatamente almeno uno c’è) ma a quanto pare l’autrice non è riuscita a trovarlo, per questo parla di “binari paralleli/che non s’incontrano/

ma si cercano e intanto scorrono/su paesaggi differenti.

La nota malinconica dell’autrice arriva tutta e a noi non rimane che augurarle, per dirla con lei, di andare oltre.

Santino Gattuso