accadde…oggi: nel 1842 nasce Laura Gonzenbach, di Marcello Benfante

 

 

 

 

 

 

 

 

 

https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2000/05/07/le-fiabe-come-metafora-del-riscatto-femminista.html

luglio 2000 – È un’occasione imperdibile per recuperare le nostre radici antropologiche quella che ci viene offerta dall’editore romano Donzelli con la pubblicazione delle Fiabe siciliane raccolte e trascritte da Laura Gonzenbach e originariamente apparse a Lipsia nel 1870 in lingua tedesca. Ora finalmente tradotte e curate da Luisa Rubini, con l’ausilio di Vincenzo Consolo – cui è spettato il compito di rileggere i testi per recuperare il fascino della loro particolare intonazione dialettale – le 92 fiabe dell’antico repertorio gonzenbachiano ci restituiscono l’immaginario popolare della Sicilia ionicaetnea, cui solo successivamente Giuseppe Pitrè aggiunse la sua monumentale ricerca che copriva l’intero territorio isolano.

Laura Gonzenbach (18421878), nata e cresciuta a Messina, ma di origine svizzera, era stata inizialmente sollecitata dallo studioso tedesco Otto Hartwig a reperire alcuni tradizionali racconti orali per trovare elementi di sostegno all’ipotesi, allora in auge e contrapposta alle teorie autonomistiche, di una forte influenza normanna nella storia linguistica siciliana.

Il lavoro dell’entusiasta ricercatrice dilettante (come la sorella Magdalena, pedagogista, traduttrice e protofemminista, anche Laura era praticamente autodidatta) assunse però ben presto proporzioni e rilievo tali da esigere una pubblicazione specifica. Il metodo seguito dalla Gonzenbach nel ricezione dei testi era, sulla scia dei fratelli Grimm, la fedele trascrizione stenografica sul campo, che tuttavia non poteva, ovviamente, riprodurre la vivacità interpretativa della drammatizzazione tipica del mondo contadino, nonostante i tentativi di evidenziare gli espedienti metanarrativi nella prefazione dei due tomi tedeschi. Inoltre, nonostante il rispetto filologico con cui la Gonzenbach si era accostata alle fonti, senza apportare modifiche, aggiunte, correzioni o abbellimenti di sorta, la resa finale denunciava un innegabile appiattimento stilistico e perfino un certo impoverimento lessicale.

Pur con questo problema linguistico a monte, le Fiabe siciliane della Gonzenbach furono subito accolte con grande interesse non solo negli ambienti scientifici e accademici (è proprio con la loro pubblicazione, infatti, che il folklore italiano entra nel circuito degli studi etnologici internazionali), ma anche nel pionieristico giornalismo femminista. Nella retorica Italietta postrisorgimentale delle maestrine dalla penna rossa non mancò infatti chi, a buon diritto, volle vedere in questo libro curato da una donna, raccontato quasi interamente da donne e dedicato a una donna (Giovanna Jaeger) il chiaro segnale di un’istanza emancipatrice, peraltro sorretta e confermata da tante storie incentrate sul tema della scaltrezza e dell’intraprendenza muliebre nonché dalla stessa discendenza matrilineare della memoria collettiva.

E non a caso Pitrè – sempre così ambiguamente solerte nel difendere e mitizzare la purezza dei suoi conterranei, anche a costo di bendarsi di fronte all’evidenza della realtà mafiosa – censurò proprio due scandalose fiabe della Gonzenbach che narravano senza peli sulla lingua di uno stupro e di un prete lascivo che insidia una ragazza: racconti tutt’altro che fiabeschi, ma anzi crudamente realistici, che rimandano per asciuttezza e vigore alla lezione verista. Corredano infine il prezioso volume sedici magiche illustrazioni a colori di Casimiro Piccolo, fratello del poeta Lucio, che emergono da un delicato e ironico esoterismo al tempo stesso iperboreo e sudorientaleggiante, e i ritratti delle popolane fabulatrici, già riportati nell’edizione di Lipsia con evidente e significativa funzione di dedica. In appendice sono riportate due fiabe messinesi trascritte da Morganti – che forniscono un saggio più diretto e sapido dell’espressività siciliana – un ampio apparato di note, a cura della traduttrice, che indica una fitta serie di riferimenti comparativi e bibliografici.