un altro anno, di Adele Libero

Il lungofiume sogna una carrozza
colma di giorni rosa e senza danni,
a riva gli alberelli tra la brezza
guardano i giorni che stanno davanti.

L’acqua borbotta e passa diligente,
stava esondando per la troppa pioggia,
ma adesso è ritornata calma e lieta
a carezzare chi a lei s’appoggia.

Intanto l’alba esce in gran clamore
tra i monti abbaglia questo spettatore,
lei non fa conti, inutili, di tempo,
a mesi ed anni essa è superiore.

E sta nel cono immenso dell’eterno,
quello che l’uomo non vuole capire,
lui che per poco avrà ogni respiro,
però s’ostina col suo bel contare.