le parole utili e quelle inutili, di Loredana De Vita

https://writingistestifying.com/2020/02/18/the-useful-words-and-those-useless/

Non bisognerebbe mai parlare al posto degli altri per sostituirli, ma in loro favore per comprenderli.

Le generalizzazioni vuote servono a colpire chi è già debole e non riesce a difendersi perché sommerso e inascoltato.

La totale e deliberata propagazione di messaggi che sfruttano l’incoscienza o l’ignoranza di chi ascolta è un delitto morale senza misura, come anche lo è dare ascolto alle voci solo perché urlano e strepitano senza rendersi conto che più lo fanno più si gonfiano di arroganza e più cediamo all’arroganza più puniamo chi davvero soffre senza neanche porci il problema di conoscerlo meglio.

È facile così scaricarsi della responsabilità della conoscenza, ma è turpe consentire che tale violenza entri nelle nostre vite.

Quando ho conosciuto Loveth o “Maria” (due delle protagoniste dei miei romanzi, sono persone reali e non inventate) e tante altre e altri che il dolore sanno che cosa sia, non mi hanno parlato male degli altri, ma hanno raccontato la loro storia vera, nuda e cruda.

L’hanno raccontata in un sospiro, trattenendo il fiato, ma senza versare una sola lacrima da quegli occhi prosciugati che non dimenticherò mai. Era così pieno di dolore tutto di loro -il volto, il corpo, lo sguardo, la parola, la voce, mil respiro stesso- eppure, non per un solo istante hanno deviato dai fatti, non per un solo istante la rabbia, che pure provavano, si è mai scagliata contro di me o qualcuno.

Chi è il vero incivile? Colui che sbraita nell’ignoranza reale o voluta per accrescere il nostro disagio o chi è spesso costretto a subire le oppressioni di coloro che poi si fanno belli delle loro urla?

Spero che tutti noi si torni a saper discernere.