l’assenza, di Gino Marchitelli, recensione di Daniela Domenici

dal grande amore all’abisso il passo è breve”: il sottotitolo è l’estrema sintesi di quello che l’autore, Gino Marchitelli, prova a narrare in questa sua splendida opera che mi ha appassionato e commosso profondamente perché ha tentato (e ci è riuscito, NdR) di concentrare la sua attenzione “e quella di lettrici e lettori sulla dinamica del mostro che cova dentro l’uomo semplice, comune e di come, se non si è capaci e in grado di elaborarlo, questo possa lentamente espandersi, diventare metastasi, ammalare e portare alla perdita totale del controllo fino ad arrivare a pensare alla violenza come unica soluzione a conflitti che non si è in grado di metabolizzare e risolvere normalmente”.

Per far questo Marchitelli ha immaginato una storia d’amore e tragedia molto particolare che nasce imprevedibilmente tra Paolo, un artigiano lodigiano sposato con Laura, e Anna, una prof che ha lasciato il marito Salvatore con i figli Assunta e Salvo in Sicilia perché ha ottenuto finalmente un incarico definitivo in Emilia. Una storia intrisa di tante assenze diverse che l’autore giustamente sottolinea ogni volta con un carattere di stampa diverso; può essere l’assenza di dialogo tra madre e figlia, tra moglie e marito o tra due amanti, quella della speranza di un futuro per una storia tutta da costruire o, soprattutto, l’assenza di rispetto di un uomo verso una donna per un falso moralismo, per un perbenismo di facciata.

Intorno ai due protagonisti ruotano numerose persone, tutte ben delineate psicologicamente, da Franchino, collega di lavoro di Paolo al cantiere, a Sara e Maruzza, amiche e confidenti di Anna, e tanti/e altri/e ancora, che arricchiscono e rendono profondamente vera e attuale la storia immaginata da Marchitelli.

Ottimo l’uso del flashback che fa da cornice alla narrazione e perfetto l’inserimento di dialoghi in lingua siciliana (senza traduzione…). Ritroviamo in quest’opera, a distanza di cinque anni, il professor Moreno Palermo che da investigatore dilettante proverà a impedire l’ennesimo atto di violenza di genere muovendosi tra Lombardia, Emilia, Puglia e Sicilia, ce la farà? La risposta, drammaticamente dolorosa, è racchiusa nelle ultime pagine di questo splendido libro che ha una particolarità: è nato grazie a un crowfunding, una “produzione dal basso” come la definisce Marchitelli, un’edizione speciale con tiratura unica, limitata e numerata. E a maggior ragione sono profondamente onorata e grata di averne ricevuto una copia omaggio con il mio numerino e con una dedica d’altri tempi…

Grazie di vero cuore all’autore per le ininterrotte emozioni che mi ha regalato anche perché una delle mie tre anime è siciliana…