A distanza ravvicinata, di Sabrina De Bastiani e Daniele Cambiaso, Fratelli Frilli editore, recensione di Daniela Domenici

Sottotitolo “la prima inchiesta di Mistral e Pietro”: un giallo scritto a due mani e un’indagine condotta da due persone, mi sembra già una cifra distintiva alquanto originale.

L’autrice e l’autore riescono a condurci alla soluzione del giallo con una perfetta simmetria delle loro azioni scandita, in ogni paragrafo, dallo stesso luogo e dal medesimo momento della giornata; Mistral e Pietro sono sempre a distanza ravvicinata, sono testardi/e, ognuno/a a modo proprio, e hanno delle intuizioni sui casi da risolvere che contribuiranno a dipanare la matassa intricata immaginata da De Bastiani e Cambiaso: complimenti!

La città di Lavagna con i suoi dintorni diventa una fondamentale, splendida co-protagonista ed è perfetto anche l’inserimento di alcune frasi in dialetto zeneise che contestualizzano ulteriormente questa prima indagine che si svolge nel 1998 e che, con alcuni flashback, è legata ad alcuni eventi dolorosi del nazifascismo.

Sono davvero tanti/e i/le coprotagonisti/e, tutti/e ben caratterizzati/e, da Gertrud a Viviana e a Elisa, da Pergolesi a Rebonato e a Malavasi, ognuno/a emerge con la propria individualità sia grazie ai dialoghi che alle descrizioni.

P.S. domanda a De Bastiani e Cambiaso: il nome Mistral è stato scelto perché la protagonista è come un vento caldo e impetuoso? E il nome Pietro perché il protagonista è solido come una roccia?