quel nodo alla gola, emozioni di due prof, di Daniela Domenici

Ei fu, la parafraso a mio uso e consumo in “Ea uscì”, sì, perché stamattina dopo 2 messi ininterrotti di clausura ho provato a uscire per andare a scuola a prendere i libri che avevo lasciato nel mio cassetto.

Mi sono armata, per la prima volta, di mascherina, non è stata un’operazione facile, mi sono dovuta togliere i miei amati orecchini siciliani, regalo di una carissima amica di Milazzo, che non tolgo mai, perché intralciavano l’operazione.

Non immaginavo minimamente come mi sarei sentita a ripercorrere tutta la via Sestri fino a scuola dopo due mesi, un conto è vedere le scene al tg o sul web, un altro è viverle con i propri occhi. Vi confesso che mi ha sconvolto, ho la nausea, non immaginavo niente di simile…

E poi rientrare a scuola, grazie al carissimo amico Mimmo che ho incontrato fuori e che mi ha aperto, la sala professori buia e vuota, il calendario e la locandina fermi al 4 marzo, il collega di spagnolo Angelo, al quale avevo dato appuntamento per entrare insieme a prendere i rispettivi libri, ha voluto immortalare questo momento anche con un selfie in cui lui e io siamo a distanza di sicurezza…quel calendario e quella locandina sono stati il segno tangibile che la vita, sia scolastica che non, si è fermata nei dintorni del 4 marzo, due mesi fa…la prima frase che abbiamo detto, quasi in contemporanea, entrando in sala prof è stata “quanto mi è mancata…chi l’avrebbe mai detto che ne avremmo sentito la mancanza…”

Angelo si è poi voluto soffermare a “salutare” le aule buie e vuote, un magone incredibile ci ha assalito a sorpresa…nonostante la differenza d’età e di anni d’insegnamento tra me e lui il malessere, la tristezza, la malinconia sono state identiche…