flessibilità della colonna vertebrale e mobilità articolare dei muscoli posteriori delle gambe, di Nino Ermes

 

Oggi ci occupiamo di due semplici esercizi molto importanti che non possono mai mancare nella serie di esercizi che ognuno/a di noi dovrebbe effettuare tutti i giorni. Anche questi, come gli altri già visti in precedenza, sono presi in prestito dallo yoga e li adattiamo alle possibilità fisiche del momento in cui ci troviamo, più o meno allenati/e. Se riusciamo a vincere la pigrizia e decidiamo di curare l’unico e solo contenitore della nostra anima che è il corpo avremo sicuramente una vita migliore con meno acciacchi, più vitalità e più energia anche in età avanzata.

 

La pinza: seduti/e su di un tappetino con le gambe distese portiamo le braccia in avanti, prima poggiando le mani sulle cosce e facendole scorrere in avanti sulle ginocchia, poi verso le tibie e le caviglie arriviamo a toccare i piedi con le mani. Mantenere la posizione raggiunta per trenta secondi e tornare indietro con la schiena dritta per dieci secondi di recupero, ripetere l’esercizio per tre volte. Le prime volte se si trova un po’ di difficoltà nel raggiungere i piedi con le mani si possono flettere un po’ le ginocchia fino a che si arriverà a tenerle tese, la schiena sempre più abbassata e la testa più vicina alle gambe.
L’aratro: sdraiati/e a pancia in su e con le braccia lungo i fianchi si alzano le gambe tese portandole a 90° rispetto al busto, facendo poi forza contro il pavimento con le mani e le braccia si alza il bacino in alto; mantenendo le gambe con le ginocchia sempre tese e le punte dei piedi in estensione si prova a portarle più indietro possibile. Mantenere la posizione per trenta secondi, tornare alla posizione di partenza con dieci secondi di recupero e ripetere per tre volte. Anche per questo esercizio le prime volte si possono piegare un po’ le ginocchia per portare le gambe più indietro possibile e il bacino più in alto che si può.