Emily Brontë , Wuthering Heights, di Loredana De Vita

Emily Brontë: Wuthering Heights

Ci sono romanzi, Cime tempestose (Newton Compton, 2019) di Emily Brontë è uno di questi, che vengono considerati dei classici e lo sono, ma non solo perché la storia narrata è divenuta emblema di un’epoca o di un autore, ma per quello che spesso non tutti conoscono.

Cime tempestose, per esempio, noto anche in versione cinematografica o in fiction, non è solo la storia orgogliosa e ostile, di amore o di interessi che lega Catherine a Heathcliff oppure le due famiglie dei Linton e degli Earnshaw, ma la storia di un’epoca, o meglio, del passaggio tra due epoche tra loro differenti e assolutamente complementari: età romantica ed età vittoriana. È da questo punto di vista che ho riletto il romanzo la cui storia d’amore tra i protagonisti prende un significato persino maggiore se non avulso dal contesto storico-letterario in cui si inserisce.

Cime tempestose (Newton Compton, 2019) di Emily Brontë è l’unico romanzo di questa autrice nata agli inizi dell’800 (1818-1848), ma bastò a darle grande fama forse proprio per lo stile letterario adottato che si configura come una perfetta miscela di derivazioni romantiche e di anticipazioni vittoriane, per non parlare della struttura narrativa che, all’epoca era assolutamente originale.

Sembra quasi che, a leggere oltre la storia in sé, si sviluppi una storia parallela che è quella del passaggio di testimone tra l’età romantica in cui il poeta è profeta della società allo scopo di risvegliare le passioni dimenticate e il valore della natura in un uomo e una società sempre più industrializzata, e l’età vittoriana in cui la ricerca di stabilità apparente si riflette nei modi di essere, negli edifici, in quella ambiziosa ricerca di pudore che si rivela come un velo che separi la realtà dall’apparire per lasciare a quest’ultimo il compito di guidare la nuova società dello splendore Britannico. Il ruolo stesso dell’intellettuale cambia, non più profeta (cioè colui che annuncia), ma testimone (cioè colui che denuncia).

Emily Brontë in Cime tempestose si fa testimone di questo passaggio e sembra preannunciare la dualità di una società che culminerà nella visione wildiana del doppio, doppelgänger, passando per lo stevensoniano Jekyll and Hyde. L’autrice, già nella struttura narrativa, opera una scelta, mettere in relazione il passato e il presente, e lo fa usando la tecnica del flash back e affidando la narrazione a due narratori diversi: Mr Lockwood e Mrs Nelly Dean.

Mr Lockwood, che narra il presente, è un personaggio tipicamente vittoriano, elegante, istruito, educato… eppure, il suo nome (che significa «chiuso nel bosco») rivela la potenza del suo coinvolgimento emotivo. Resta coinvolto dalla figura nel presente di Heathcliff e affascinato dalla storia che Nelly (la governante, seconda narratrice che parla del passato) gli racconterà. I due sono opposti per categoria sociale, eppure uniti dalla narrazione che sembra riavvicinarli al punto che lo stesso Lockwood tornerà a Wuthering Heights (Cime tempestose) per conoscere il finale della storia dalla quale non è più stato in grado di distaccarsi.

Le due generazione che si susseguono nelle due famiglie (Earnshaw e Linton) sembrano indicare la possibilità di un ricongiungimento del cerchio della vita che l’arrivo di Heathcliff aveva interrotto. Eppure, la ricostruzione del filo interrotto è possibile solo quando Catherine e Heathcliff potranno ritrovarsi oltre i confini della vita reale, oltre l’apparenza dei legami consolidati o distrutti dall’odio e dall’amore, oltre le ombre della sera o la luce del giorno, oltre gli elementi tipicamente romantici o vittoriani che hanno dilaniato e spento le loro esistenze prima ancora che le loro vite.

È così che ogni cosa diventa simbolo. Le due dimore, Trushcross Grange e Wuthering Heights, diventano simbolo di due stili di vita opposti, eppure complementari come dimostra l’amore tra i due protagonisti, Catherine e Heathcliff. La prima, tipicamente vittoriana, bella, lineare, luminosa, come la famiglia che vi abita, i Linton; la seconda, tempestosa, oscura, malridotta, proprio come la vita dei suoi abitanti, gli Earnshaw e Heathcliff. La luce e le ombre si oppongono, si contrastano, gli elementi gotici e misteriosi lottano con la piattezza lucida dell’apparenza. È la lotta non solo tra generazioni di protagonisti, ma tra due epoche.

Molte cose ancora amerei dire, ma qui mi interessa solo precisare che Cime tempestose (Newton Compton, 2019) di Emily Brontë non è solo un bel romanzo o un bel classico, ma un romanzo che ci rende protagonisti di un passaggio epocale, che ci racconta un pezzo della Storia e della Storia della letteratura di rara difficoltà con emozionante bellezza.