un episodio di squallida maleducazione sul treno, resoconto di Daniela Domenici

Da quando abbiamo potuto ricominciare a spostarci dopo la fine del lockdown non mi era ancora mai capitato di vivere un episodio come quello che vado a raccontarvi.

Mio marito e io ci eravamo appena sistemati nei nostri posti sul Freccia Bianca Genova – Roma delle 12.10 quando sono saliti due tipi, non riesco a definirli altrimenti, due amici, che avevano i posti a sinistra dei nostri: hanno subito cominciato a “farsi riconoscere” per i buzzurri che sono sia perché hanno messo le loro due valigione sui sedili accanto a loro invece che nello spazio valigie sia, purtroppo, perché erano senza la mascherina sul viso, la tenevano sul tavolino e parlavano tra di loro ad alta voce.

Ho aspettato un po’ poi mi sono decisa a dire a uno dei due buzzurri suddetti se per favore poteva indossare la mascherina e lui, con il suo compare, hanno cominciato a inveire a questa mia richiesta con “mi dà fastidio”, “non serve a niente”, “chissà quando la finiranno con questa cosa…”

È passata poi la controllora che ha chiesto di togliere le valigie dai sedili o di metterle altrove e lì hanno dato il meglio del loro repertorio sia verso la signora che, molto peggio, verso mio marito a cui hanno detto di tutto e di più, dal ”come ti permetti di darmi del tu” a “siete vecchi” fino al più prosaico “vaffan…”, poveri genitori di siffatti individui…

A quel punto dato che la controllora non riusciva a farli smettere le abbiamo chiesto se ci fossero altri posti in cui andare e lei ce ne ha indicati altri all’inizio della stessa carrozza aggiungendo “se li trovo di nuovo senza mascherina e senza aver tolto le valigie li faccio scendere prima di Roma”. Ma è stata solo una frase detta così perché i due buzzurri hanno continuato a non indossare la mascherina, li vedevo da lontano, e a mettersela solo quando passava lei.