Io, quella che ti vuole, di Gioconda Belli, traduzione di Angelo Alberto Argento

Gioconda Belli nació el 9 de diciembre de 1948 en Managua (Nicaragua). Vivió en el seno de una familia acomodada, su padre, Humberto Belli, era empresario y su madre, Gloria Pereira, fue fundadora del Teatro Experimental de Managua. Gioconda fue la segunda de cinco hermanos. Estudió en el Colegio de La Asunción en Managua y en el Real Colegio de Santa Isabel en Madrid, España, donde obtuvo el bachillerato en 1965.

[…] Fue una firme opositora a la dictadura de Somoza, por lo que tuvo que exiliarse a México y Costa Rica y se integró a las filas del FSLN, organización en la que militó desde 1970 hasta 1994. Fue miembro de la Comisión Político-Diplomática del FSLN.

[…] Dejó la vida política para dedicarse a escribir su primera novela, sin dejar nunca de lado la poesía. En 1988, Belli publicó su primera novela La Mujer Habitada, que fue un éxito clamoroso de amplia resonancia internacional.[1]

 

Gioconda Belli nacque il 9 dicembre del 1948 a Managua (Nicaragua). Visse nel seno di una famiglia agiata, suo padre, Umberto Belli, era impresario e sua madre, Gloria Pereira, fu la fondatrice del Teatro Sperimentale di Managua. Gioconda fu la seconda di cinque fratelli. Studiò nel Colegio de la Asunciòn a Managua e nel Real Colegio di Santa Isabel a Madrid, Spagna, dove ottenne il diploma nel 1995.

[…] Fu una ferma oppositrice della dittatura di Somoza, per il quale dovette esiliare in Messico e Costa Rica e si inserì nelle file del FSLN, organizzazione alla quale partecipò fino dal 1970 al 1994. Fu membro della commissione Politico-Diplomatica del FSLN.

[…] Lasciò la vita politica per dedicarsi a scrivere il suo primo romanzo, senza lasciare da parte la poesia. Nel 1988, Belli pubblicò la sua prima novella La donna Abitata, che ebbe un successo clamoroso di grande impatto internazionale.

 

Yo, la que te quiere

 

Yo soy tu indómita gacela,
el trueno que rompe la luz sobre tu pecho
Yo soy el viento desatado en la montaña
y el fulgor concentrado del fuego del ocote.
Yo caliento tus noches,
encendiendo volcanes en mis manos,
mojándote los ojos con el humo de mis cráteres.
Yo he llegado hasta vos vestida de lluvia y de recuerdo,
riendo la risa inmutable de los años.
Yo soy el inexplorado camino,
la claridad que rompe la tiniebla.
Yo pongo estrellas entre tu piel y la mía
y te recorro entero,
sendero tras sendero,
descalzando mi amor,
desnudando mi miedo.
Yo soy un nombre que canta y te enamora
desde el otro lado de la luna,
soy la prolongación de tu sonrisa y tu cuerpo.
Yo soy algo que crece,
algo que ríe y llora.
Yo,
la que te quiere.[2]

Io, quella che ti vuole

 

Io sono la tua indomita gazzella,
il tuono che spezza la luce sul tuo petto
Io sono il vento scatenato sulla montagna
e il fulgore concentrato del fuoco dell’ocote.

Io riscaldo le tue notti,

accendendo vulcani nelle mie mani,

bagnandoti gli occhi con il fumo dei miei crateri.

Io sono venuta da voi vestita di pioggia e di ricordo,

ridendo la risata immutabile degli anni.

Io sono l’inesplorato cammino,

la chiarezza che rompe la tenebra.

Pongo le stelle tra la tua pelle e la mia

e ti percorro completamente,
sentiero dopo sentiero,
scalzando il mio amore,
spogliando la mia paura.

Io sono un nome che ti incanta e ti innamora

dall’altro lato della luna,

sono il prosieguo del tuo sorriso e del tuo corpo.

Io sono qualcosa che cresce,

qualcosa che ride e piange.

Io,

quella che ti vuole.

 

[1] https://www.escritores.org/biografias/145-gioconda-belli

[2] https://www.poemas-del-alma.com/gioconda-belli-yo-la-que-te-quiere.htm