nessuna etichetta per definire le persone, di Loredana De Vita

No Labels to Define People

Abbiamo un desiderio innato di dare etichette a ogni cosa, eppure le cose non hanno etichette ma nomi e la differenza è moto profonda.
Un nome ti dice ciò che è davvero, un’etichetta come noi vediamo qualcosa o, peggio, come noi vogliamo vederla. Un nome ti rivela un dato di fatto, che può essere piacevole o meno, ma è un fatto; un’etichetta mostra un punto di vista che può essere pertinente o meno, ma che spesso nasconde l’idea di presentare qualcosa come un “prodotto” e questo è profondamente errato quando non si parla di oggetti da vendere o pubblicizzare (e anche in quel caso spesso l’etichettsa è una menzogna o una mezza bugia), ma si tratta di persone.
Ogni persona è diversa dall’altra, ciascuna ha i suoi sogni, le sue ambizioni, le sue orgini, i suoi pensieri, etc. . Non si dovrebbe mai scegliere delle categorie in cui inserire le persone a meno che esse non siano le categorie scelte dalle persone stesse.
Le etichette alimentano pregiudizi e si frappongono tra la possibilità di consocersi e il conoscersi realmente. È tipico, e persino comprensibile, che dinanzi a qualcosa che è al di fuori della nostra consocenza, possa sorgere timori, ma non lo è che la differenza diventi un ostacolo all’incontro e alla conoscenza, soprattutto quando tai pregiudizi mistificano la verità e riducono la diversità a distanza insormontabile.
Dare un nome alle cose, invece, il nome vero, però, aiuta a confrontarsi con ciò che non si conosce creando un’occasione di incontro e conoscenza. Questo è ciò cui ciascuno dovrebbe tendere evitando stereotipi e pregiudizi, etichette vane e spesso spregevoli che apparentemente servono a difenderci mentre, al contrario, ci privano della libertà e ci precipitano in un baratro incolmabile.