La vasca del Führer, di Serena Dandini, recensione di Daniela Domenici

Uno dei libri più splendidi che abbia letto nella mia ormai lunga carriera di bibliorecensora, l’ho concluso in un soffio, mi sono emozionata e commossa, in una parola: mi ha ammaliato.

Grazie alla straordinaria Serena Dandini che ci ha regalato la storia di questa donna, Lee Miller, che ha avuto l’intraprendenza e il coraggio di vivere molte vite, modella, fotografa, reporter di guerra e viaggiatrice sempre curiosa perché non ha mai smesso “di cercare l’altrove assolato che da qualche parte”, anche se ancora lei non lo sapeva, di sicuro la stava aspettando. Elizabeth Lee Miller è stata una delle personalità più straordinarie del secolo scorso. È stata amica dei più celebri artisti, da Picasso a Man Ray, ha avuto grandi amori ma è stata soprattutto una donna che ha provato a inseguire i suoi sogni.

E Serena Dandini, come si legge in quarta, l’ha cercata nei tanti luoghi in cui ha vissuto, ha “dialogato” con lei, ha ripercorso la sua formidabile esistenza per scrivere questo splendido romanzo con uno stile narrativo ricco, fluido, variegato, avvincente, denso di citazioni, dal ritmo che cambia a seconda del momento da narrare: complimenti!

Vorrei tributare ancora un complimento all’autrice per il modo in cui si è avvicinata a Lee per raccontarci la sua avventura umana: con grande e delicato rispetto e con una smisurata ammirazione, magica!