buon nuovo anno, di Loredana De Vita

Happy New Year

La conclusione di un anno è tempo di verifiche, non di quanto l’anno sia stato bello o brutto per noi , ma di quanto lo siamo stati noi. Le contingenze, dure, severe, orribili, come quelle che ci hanno accompagnato quest’anno sono innegabili, ma forse quello che bisogna comprendere è come abbiamo vissuto anche quelle, intendo con quale atteggiamento, poiché è questo che fa la differenza.

Ci siamo solo lasciati attraversare, sfiorare, neanche toccare? Allora non abbiamo capito molto di quello che è accaduto. Non la recriminazione, ma la collaborazione, non il bastare a se stessi, ma la responsabilità verso noi e gli altri possono aver reso più significativo anche il tempo della confusione, della paura e del dolore che ci hanno invasi. Se non abbiamo consentito al pensiero dell’altro di entrare dentro di noi, ben poco c’è da salvare da un anno così complesso e sfiancante.

Quest’anno, però, non è stato pervaso solo dal covid, ma anche da tante piccole cose alle quali, forse, non abbiamo dato valore, ma grazie alle quali possiamo non sentirci soltanto sconfitti e soffocati. Temo che stare sempre a urlare e litigare per ogni cosa faccia perdere di vista quelle piccole cose che comunque attraversano la nostra corrente, ma di cui, presi dalla superbia degli attacchi, non riusciamo a distinguere il valore. Fin da piccola mi è stato insegnato a fare di necessità virtù, a non arrendermi dinanzi a ciò che fa male, a non lasciarmi travolgere dal dolore al punto da consentire che il dolore sia tutto e ogni cosa.

Mi è stato insegnato che il dolore cammina in silenzio e con dignità e che può essere impiegato per rendere bello e significativo la vita degli altri. Mi è stato insegnato che anche nel dolore ci sono scintille di vita e che le cose brutte non possono nascondere del tutto quelle belle se solo aguzziamo lo sguardo e lasciamo che la tenue luce di una fioca candela entri nel nostro cuore e brilli anche per noi. Così, quest’anno duro, durissimo anche per me e per tanti motivi, mi ha donato tante piccole fiammelle di candela che ora illuminano il mio sguardo grazie e nonostante tutto.

Ho incontrato nuovi amici con i quali il mio amore per la cultura ha trovato corrispondenza e confronto; ho avuto l’onore di accompagnare fino all’ultimo atto il dolore e il disorientamento di un’amica che seguiva un familiare in fin di vita; ho avuto la gioia di avere accanto la mia famiglia, di riconoscerne le difficoltà e il disagio e di sostenere tutti con l’autenticità dell’amore e del silenzio dolce che tutto lenisce mentre accoglie e accarezza il cuore; ho avuto la bellezza del dialogo con il mio editore, Nulla die, che si è concretizzato nella pubblicazione di un libro cui tengo moltissimo, News from Now-Here.

Esistenza e finzione, perché proprio in questo tempo così dilaniato e impoverito di significati può essere occasione per ripensare a un quotidiano semplice che ci porti oltre noi stessi; ho avuto il dono, perché per me è un dono grande, di riuscire a scrivere tanto, nuove proposte di pubblicazione e nuovi articoli sul mio blog; ho avuto l’opportunità di leggere e di studiare; ho avuto la gioia di continuare a ritrovarmi anche se sul web con tanti miei “ragazzi” del liceo dove ho insegnato; ho avuto il grande dono di poter vedere in loro forme della mia resistenza e il coraggio dell’onestà.

Potrei continuare ancora, ma mi preme chiedermi, in questo resoconto di fine anno, che cosa io sia riuscita a dare e non solo a ricevere. Mi fermo un attimo a pensare, potrei dire alcune cose, ma penso sia più giusto che a questa domanda siano gli altri a rispondere. Di certo so, che ho donato la mia sincerità e l’onesto e dignitoso anelito alla libertà. Serena conclusione di anno, sereno inizio, senza pretese e attese di ricchezza, bellezza e compiutezza, solo nel desiderio di percorrere insieme momenti di buono e di bene.