la sacralità delle parole, di Loredana De Vita

The Sacredness of Words – Writing Is Testifying

La sacralità della parola puoi comprenderla solo se sai ascoltare il silenzio. Il silenzio, infatti, non è mai muto, anzi, rivela l’essenziale.
Nel silenzio puoi ascoltare la voce del mondo, di tutto il mondo, quella di chi nel respiro sereno si addormenta e quella di chi nel deserto del proprio tormento continua a urlare la sua solitudine e la paura del buio nel cuore degli uomini.
Puoi, nel silenzio, ascoltare il cinguettio degli uccelli che si chiamano l’un l’altro per augurarsi il buon giorno e comunicare dove potranno trovare il cibo che li sazierà per un giorno ancora, ma puoi udire anche il gorgoglio di tutti quegli stomaci vuoti e pieni solo di abbandono e timore.
Ci sono, poi, i rumori delle case, gli scricchiolii del legno dei mobili che si lamentano per il troppo pieno di cose o, forse, per il troppo vuoto di amore e di cura.
Intanto, il gorgoglio del caffè nella macchinetta ti annuncia che il nuovo giorno si sveglia e che il silenzio tacerà ancora nel frastuono distraente delle cose che troppo spesso coprono e nascondono le voci dei senza voce che, ancora muti, aspettano di essere notati per avere almeno un po’ di tempo da vivere.
Il respiro tranquillo o quello spezzato dal lamento o dal russare armonico della notte si trasforma in voci e rumori che urlano per imporre la propria presenza spesso non curandosi di vivere ed esistere davvero, ma solo di presenziare e ottenere in cambio del nulla un attimo di vita per se stessi anche a costo di trangugiare e deglutire con violenza la vita dell’altro che soffoca ormai depredato anche di quel silenzio che lo ascolta e diventa la sua voce.
Nessuno può salvare l’altro e nessuno si salva da solo, ma ciascuno ha parte ed è parte della vita che si rappresenta su questo palcoscenico del tempo che si esiste e si vive. Il rumore, il frastuono sono espedienti scenici perché più facile sia distrarsi da ciò che conta, da ciò che si racconta, da ciò che ci racconta che è possibile ascoltare le voci, la propria e quella altrui, e che è nel ritmo armonico di ogni suono e ogni canto che la vita si trasforma in danza mentre ogni voce ha il tempo e il battito del proprio monologo ad altri diretto e non di quel soliloquio che parla solo a noi stessi.
In silenzio ascolto le voci che si svegliano, in silenzio le accolgo nel mio cuore e aspetto che si rivelino mentre il silenzio rende sacra ogni parola.