La leggenda di Mezzafaccia, di Cinzia Fabretti, recensione di Daniela Domenici

Sono appena riemersa dalla commozione che mi hanno provocato gli ultimi paragrafi e sento il desiderio di parlarvi di questo splendido libro, opera prima di Cinzia Fabretti, che mi ha emozionato e appassionato per tutte le sue 287 pagine.

Come genere sarebbe un fantasy ma sfugge comunque a ogni definizione perché racchiude dentro di sé varie tematiche, dal profondo amore per la natura a quello per la pace, dalla solidarietà alla spiritualità, dal rispetto al perdono.

L’autrice ha scelto di narrare la sua storia usando l’escamotage di alternare i capitoli con le voci dei due protagonisti, Mezzafaccia e Uluin, superlativa la loro caratterizzazione: standing ovation! Lentamente impariamo a conoscere e ad amare entrambi, con le loro debolezze, i loro traumi e i fantasmi  del passato, insieme ai piccoli e alle piccole, alle donne e agli/lle anziani/e della tribù pacifica di Uluin, ci appassioniamo alle loro lotte per difendersi dal popolo invasore e distruttore dei Runrik, alla loro attenzione ai messaggi provenienti dagli spiriti guida, al loro rispetto per gli animali e le piante, soprattutto quelle medicamentose.