Charlotte Cooper, la prima campionessa olimpica di tennis della storia, di Francesca Masserdotti

Same Sport Same Rights – Charlotte Cooper, la prima medaglia d’oro Olimpica femminile (sportallarovescia.it)

L’inizio del ‘900 è un periodo di complesso per le donne, che sono ancora relegate alla vita familiare e costrette nei loro abiti pesanti e coprenti. Hanno però appena iniziato una delle prime battaglie per la conquista dei diritti: le Suffragette chiedono il diritto di voto, a partire dalla Gran Bretagna, per poi espandersi nel resto dell’Europa.

Il pedagogista francese Pierre de Coubertin (1863 – 1937), fondatore delle Olimpiadi moderne ha dichiarato: “Ai Giochi Olimpici, il ruolo delle donne dovrebbe essere soprattutto quello di incoronare i vincitori.” e ancora “Una olimpiade femmina sarebbe non pratica, non interessante, antiestetica e non corretta.”

Come può lo sport essere mezzo di cambiamento, in questo periodo storico in cui per le donne è addirittura sconsigliato perché potrebbe danneggiare la fertilità, unica cosa per cui la donna viene considerata?

Charlotte Cooper nasce a Ealing nei sobborghi di Londra il 22 settembre del 1870 e inizia a giocare a tennis nel tennis club della sua città natale, l’Ealing Lawn Tennis and Archery Club. A 23 anni vince il suo primo torneo iniziando una carriera sportiva unica per una donna in quegli anni. Debutta nel 1893 a Wimbledon e nel 1985 vince il primo di cinque titoli.

Alle Olimpiadi del 1900 a Parigi, prime olimpiadi a cui è permesso alle donne di partecipare in alcuni sport (partecipanti: 1211 uomini e 22 donne), tra cui il tennis, Charlotte conquista il primo oro olimpico della storia dello sport femminile, vincendo la finale 6-1 6-4 contro contro Helene Prevost. Lo stesso anno vince anche il primo posto nel torneo di doppio misto con Reginald Doherty.

Charlotte gioca le sue partite con una lunga gonna bianca, un corpetto con maniche a sbuffo e un paio di scarpine di cuoio senza tacco. Nonostante debba conformarsi ad una divisa di stile vittoriano, rifiuta di indossare guanti e cappello, come le sue avversarie e mostra uno stile tennistico atletico e vincente.

Ma questo non è il suo unico record: nel 1901, all’età di 31 anni, sposa Alfred Sterry, anche lui tennista, di 6 anni più giovane. Questo è un matrimonio atipico per l’epoca, vista l’età avanzata di Charlotte.

Nel frattempo il marito diviene presidente della federazione di tennis del suo paese e nascono i loro due figli Rex e Gwen. Charlotte si allontana per qualche anno dalle competizioni per dedicarsi alla famiglia, ma quasi trentottenne e con due gravidanze alle spalle, torna a competere  e nel 1908 vince il suo quinto torneo di Wimbledon. E’ tutt’ora la tennista più longeva ad aver vinto il torneo, a 37 anni e 282 giorni. Nel 1912, a 41 anni, ci riprova, ma perde la finale.

Gioca a tennis a livello agonistico fino ad oltre 50 anni e muore nel 1966 all’età di 96 anni.

Charlotte è un grande esempio di tenacia, gioca con un abito scomodo e ingombrante, ma vince tutto. Ha due figli, ma torna nelle grandi competizioni e continua a vincere, nonostante venga definita ormai vecchia e di certo non adatta allo sport.

Tutt’ora le atlete in Italia non hanno alcun diritto nel diventare madri e poi riprendere la loro attività sportiva, perché prive di qualsivoglia tutela e scelgono spesso di avere figli a fine carriera.

Charlotte è stata ed è  un grande esempio di donna atleta, che ha lottato per il suo diritto ad essere una sportiva, sfidando la cultura della sua epoca e mostrandosi come un donna moderna anche per i canoni del 2020, 157 anni dopo la sua nascita.