La lettera anonima e altre prose inedite in Italia di Jean Giraudoux, a cura di Stefano Serri, Viadelvento edizioni, recensione di Daniela Domenici

Sei mesi dopo la mia ultima recensione a un’opera della Viadelvento edizioni ho avuto il piacere di leggere e apprezzare un altro libriccino gioiello della collana Ocra Gialla con cinque deliziosi racconti brevi, inediti in Italia, pubblicati tra il 1908 e il 1910 su Le Matin e su Paris-Journal, dello scrittore, commediografo e anche diplomatico francese Jean Giraudoux, vissuto tra la fine del 19° e la prima metà del 20° secolo, e perfettamente curati da Stefano Serri.

Dalla sua arricchente postfazione estrapolo alcune frasi che ci aiutano ad apprezzare ancora meglio la bellezza e l’originalità di queste cinque opere “…queste prime prove ià testimoniano la volontà, quasi l’ostinazione, di ribaltare il lato tragico della vita mostrando una sconfinata pietà per l’uomo, per le sue debolezze e le sue sciocche illusioni. Ogni racconto manifesta la presenza costante e sotterranea della morte, della conclusione di un’esperienza, di un abbandono o di un addio…” L’elemento che più caratterizza questi racconti, il loro fil rouge, è la straordinaria ironia dell’autore, davvero surreale e spiazzante; e Serri dice a questo proposito “Jean Giraudoux ha saputo coltivare…l’arte del sorriso. I personaggi dei suoi drammi…riescono a conversare garbatamente sull’orlo dell’abisso…nei suoi romanzi (e anche in questi racconti NdR) il flusso garbato dei pensieri serve a tenere sotto controllo le emozioni e le passioni, la gelosia e la disperazione, la paura della guerra e il terrore della noia…”: ancora complimenti all’editore per le sue scelte che ci fanno conoscere sempre nuovi autori e autrici.