grammatica interiore, di Loredana De Vita

Inner Grammar – Writing Is Testifying

È vero e lo ammetto senza finzione che mi infastidisce chi, proclamandosi scrittore e intellettuale, nella sua propria lingua compie strafalcioni grammaticali e non ha cura della coerenza del testo dal punto di vista linguistico e non solo semantico, ma c’è di peggio. Inorridisco, infatti, anche di più dinanzi agli stessi che si proclamano intellettuali e colti e poi rivelano di essere affetti da una mancanza assoluta di grammatica interiore, l’unica che possa consentire un ascolto libero e profondo, una comunicazione reale e sincera.
Esiste una grammatica interiore in chi ha cura non solo dell’aspetto di un testo, ma del suo contenuto, del significante e del significato, del senso e della direzione, della destinazione e della meta. Si tratta di una grammatica fondata su valori e principi etici che riguardano la persona, la verità, la giustizia, l’onestà, la libertà, la dignità. Si tratta, purtroppo, di un codice complesso da decifrare e che implica un grande rispetto per la scrittura e la parola e un’immensa considerazione per la voce e le storie da narrare.
La grammatica interiore è fondamentale per ogni persona in ogni ambito si muova, ma lo è ancora di più per coloro che si dedicano o presumono alla scrittura, poiché la scrittura, pur essendo un’azione individuale, non è mai una soluzione unica né la risposta onnisciente né tanto meno la lettura unica delle molteplici storie che si offrono come spunti a chi sappia raccoglierne il peso e la consistenza. La scrittura è sempre una relazione e si pone in relazione tenendo unita la voce propria e quella di chi si ascolta e si narra.
Ecco, non bisognerebbe tradire mai la grammatica, né quella della lingua né quella del cuore. La grammatica interiore, inoltre, dovrebbe essere tenuta in considerazione come qualcosa di sacro poiché è la voce del rispetto e dell’accoglienza, dell’abbraccio e dello sprone di chi dinanzi alle storie si pone con umiltà e, con la stessa dignitosa umiltà e pudore, se ne fa voce.