quale tipo di cittadino/a vogliamo formare? di Loredana De Vita

What Kind of Citizen do we Want to Train? – Writing Is Testifying

Si parla spesso di formazione, di cittadinanza e spirito critico, ma c’è una domanda di base che spesso sfugge: quale cittadino vogliamo formare? Solo rispondendo a tale quesito sarà possibile dialogare davvero e sfuggire alle mode intellettuali che variano senza limite di tempo e senza traguardi da raggiungere, e che mancano di una vera e onesta maturità intellettuale.
Insomma, fino a quando andremo a caso nell’educazione e nella formazione dei giovani, fino a quando il pregiudizio prevarrà sul senso, concretizzeremo sempre e soltanto un fallimento.
Difatti, se il cittadino che desideriamo formare è uno che disdegna le differenze, che le rende strumento di odio e persecuzione, allora il fallimento è cominciato ben prima che la formazione sia stata concretizzata, ed è cominciata quando noi siamo stati formati e siamo restati legati a incoerenze e pregiudizi che hanno deteriorato il nostro modo di vedere le cose.
Attenti a non involvere sempre di più con il nostro atteggiamento selettivo che sfocia nell’individualismo più acre e nella solitudine più disperante, attenti a non desistere dinanzi a traguardi fondamentali che potrebbero addirittura aggravare una già pericolosa condizione dei più deboli.
Che poi, anche questa debolezza vorrei capirla! Vorrei capire chi l’ha inventata e l’ha inculcata nel nostro pensiero incosciente e scoscienzato.
Ogni differenza incarnata in una persona, per me, non è distanza, ma possibilità, armonia, conoscenza, confronto, dialogo.
Questo dovremmo insegnare, questo è quello che dovremmo predicare smettendo di metterci al di sopra di altri con la presunzione di poter stabilire quale essere umano sia superiore all’altro, quale creatura abbia diritto di scegliere di cercare un futuro, quale persona debba considerarsi inferiore perché la sua cultura, la religione o l’orientamento sessuale sono diversi da quelli che si è stabilito “normali”.
Di quale normalità parliamo? Di quella che consente alle donne di essere responsabili dello stupro subito? Di quella che vede persone con orientamento sessuale diverso considerate come “impure” e perseguitate per questo? Di quella che divide le persone in base al colore della pelle? Di quella che fomenta la violenza contro chi non si considera parte di un gruppo per uno o tutti e di più tra i motivi elencati nei precedenti quesiti?
Questa non è normalità, questa è malvagità indegna di un essere umano, indegna di un pensiero che forma il futuro informandolo di una responsabilità seria e onesta verso ogni persona e ogni vita. Dunque, prima di proclamarci tutori dei giovani e loro formatori, interroghiamoci, mettiamo a nudo la verità della nostra “adultità” e chiediamoci a più riprese “che cittadino vogliamo formare?”
Io vorrei formare cittadini liberi, cioè capaci di amare e di volersi bene.