il coraggio della pace, di Loredana De Vita

https://writingistestifying.com/2022/02/19/the-courage-of-peace/

Penso alla bellissima ballata scritta da B. Brecht nel 1942 mentre era in esilio, “La crociata dei bambini”; ancora una volta la letteratura può essere voce di dissenso e discernimento.
Ancora oggi è presente la sconfinata indifferenza verso il bisogno di pace cui tutti ambiamo, tranne i soliti potenti che mettono a rischio il cuore di ogni popolo per il proprio falso prestigio che sempre di più si rivela un’arma pericolosa non solo contro i fragili ma contro tutti poiché tutti siamo i fragili della terra.
Nella ballata di Brecht, un gruppo di ragazzini rimasti orfani per gli effetti della guerra in Polonia, decidono di unirsi e cercare insieme un luogo di pace. Portano con sé anche un cane con la primitiva idea di mangiarlo in caso di scarsità di cibo, ma il cane diventa loro amico e con lui divideranno il poco che hanno.
I ragazzi conosceranno l’amicizia, la paura, la fame, anche la lotta con una banda di teppistelli che vuole derubarli del poco in loro possesso, ma resteranno uniti, andranno avanti finché potranno sebbene non riescano a trovare il luogo di pace promesso.
Ovunque, attorno a loro, solo macerie e dolore, rabbia e scontento: i segni della guerra non finiscono quando i trattati le chiudono. Le guerre continuano nelle persone che ne sono state colpite, nelle loro case distrutte, negli affetti perduti, nella paura di essere massacrati, in tutta la loro vita.
Nulla potrà più essere come prima, ma i ragazzi, pur perdendo le forze, non perdono la speranza.
Si fermano, esausti, in una vallata che almeno gli consenta di riposare. Scrivono un biglietto che mettono in un cestino legato al collo del cane che inviano a cercare qualcuno che possa aiutarli andando a prenderli nel loro rifugio.
Nel biglietto c’è anche l’ultimo segno del loro amore nell’implorazione di non uccidere il cane se non fossero interessati a cercarli, ma di lasciarlo andare poiché saprebbe tornare da loro e al loro affetto.
Il cane raggiunge un gruppo di contadini che leggono il biglietto, ma nessuno lo seguirà per andare a salvare i ragazzi, ciascuno pensa solo a sé: la guerra resiste e dura nel cuore degli uomini.
Ecco, in questo tempo di sempre più accesi venti di guerra, forse dovremmo pensare a coloro che amano e cercano di costruire la pace e dovremmo impararne la voce e il coraggio.
Oggi, ci vuole più tempra e più resistenza nel trovare la pace che lasciarsi andare a facili guerre. Oggi è il tempo della pace non della guerra.
Vorrei che fosse questa la voce unica di tutti i popoli del mondo uniti nel valore e dal valore della propria umanità:
NO WAR NOWHERE