Il fantasma e altre prose inedite di Marguerite Burnat-Provins, a cura di Marco Alessandrini, Via del Vento edizioni, recensione di Daniela Domenici

I libriccini gioiello della collana “Ocra gialla” della casa editrice pistoiese Via del Vento sono una continua scoperta e una fonte di arricchimento perché propongono “testi inediti e rari del Novecento”; questa volta “incontriamo” Marguerite Burnat-Provins, una pittrice e scrittrice francese, nata nel 1872 e morta nel 1952, e cinque suoi racconti inediti tradotti dal curatore Marco Alessandrini e da Stefano Serri.

Leggo che questa “creatura straordinaria”, come la definì André Gide, è stata una “pittrice in bilico tra i furori dell’art brut e le decorazioni dell’art nouveau e fu capace di far convivere, sulla pagina e sulla tela, le proprie allucinazioni con gli incubi di un intero secolo”. E queste allucinazioni oniriche, forse dovute a quelle uditive di cui l’autrice cominciò a soffrire nel 1914, sono il fil rouge di questi misteriosi, affascinanti e originalissimi racconti: Il Fantasma, Il Bricco, Il Cuore, il Gatto dagli Occhi Rossi e Racconto di Natale.

Cito dalla postfazione del curatore Alessandrini “c’è un filo comune…evidente. Il desiderio insaziato di un Altro, sia esso persona amata o voce allucinatoria che attraverso la scrittura ascolti, tramite la pittura veda la lotta tra gioie e ferite di una donna d’eccezione. E che risponda, ami, disciolga…”: leggendo questi racconti diventiamo virtualmente quell’Altro o Altra di cui Marguerite aveva il desiderio.