accadde…oggi: nel 1924 nasce Goliarda Sapienza, la mia recensione a “La porta è aperta” di Giovanna Providenti per ricordarla

“L’arte della gioia” di Goliarda Sapienza è stato un innamoramento istantaneo e travolgente, ecco cosa ho scritto subito dopo averne concluso la lettura

https://danielaedintorni.com/2011/08/14/larte-della-gioia-di-goliarda-sapienza/

quando mi è capitata l’occasione di leggere questo saggio di Giovanna Providenti che ringrazio di vero cuore non ho esitato e mi ci sono immersa con il desiderio di capire meglio questa straordinaria artista del ventesimo secolo.

Ho letto nella sua biografia che Providenti è nata in Sicilia come Goliarda e come me, un fil rouge che, in qualche modo, ci lega e che mi dà quella marcia in più per apprezzare questo dettagliato, bellissimo saggio che è “un intreccio tra biografia, antologia e romanzo…nel raccontare persone e vicende ho cercato di tenermi alla larga dall’illusione di capire e dalla tentazione di spiegare…ho  invece tentato di ripercorre lo stesso filo impervio e non lineare su cui ha camminato Goliarda lungo la sua intensa vita: con l’ambizione di essere una persona libera…” con le parole che la Providenti ci regala nel suo epilogo per raccontarci com’è nato questo suo libro.

E com’è una persona veramente libera? Ecco come la definisce l’autrice: “una persona libera non ama rinchiudere se stessa in ruoli definiti né in scelte irreversibili ed eterne. E’ una funambola che osa attraversare la complessità dell’esistente nella maniera più imprudente possibile…Goliarda era una funambola ai bordi del pozzo che cade e riemerge in maniera imprevista da persona sfaccettata qual è, ricca di conflitti interiori, insicurezze e ambivalenze che lei prova a trasformare in risorsa…”

Perché Providenti ha intitolato questo suo saggio “La porta è aperta”? Ce lo spiega in vari momenti della sua narrazione: “Goliarda fa la rivoluzione aprendo porte e finestre alla luce che si insinua fra le imposte chiuse del suo cuore. Fa la rivoluzione scrivendo un libro che va a colpire dritto nell’anima di chi legge…se per una qualche ragione si sentisse abbandonata da loro (le amiche NdT) non le resterebbe al mondo altro che la scrittura , se decidesse di chiudere la porta a tutto il resto per dedicarsi al lavoro che ama e sente suo avrebbe timore di perdere coloro che più ama. Teme che se non lascia la porta aperta nessuno venga più a bussarle…” e Goliarda morirà poi completamente sola e abbandonata nonostante la porta lasciata aperta.

Per capire meglio quest’artista Providenti ha scavato nelle sue radici e ci ha regalato il commovente e affascinante ritratto a tutto tondo dei suoi formidabili genitori, la mamma Maria Giudice e il papà Peppino Sapienza, e della sua incredibile “famiglia allargata” che ci descrive nella prima parte del suo saggio.

Concludo con le parole di Natalia Aspesi, in quarta di copertina, che mi trovano pienamente consonante: “sono grata a Giovanna Providenti per quest’assoluto atto d’amore…spero che i critici e gli editori si accorgano del valore di “La porta è aperta. Vita di Goliarda Sapienza”, una biografia rigorosa  eppure costruita come un romanzo appassionato…minuziosa, ricca, documentata, raccontando un personaggio difficile e ancora sconosciuto…questa biografia riesce a farne un grande personaggio, a comunicarci quanto la figura anomala di Goliarda sappia parlarci di quella ribellione e di quel dolore silenzioso che tante donne quasi sempre nascondono per difendersi dalle ferite del mondo”: grazie Giovanna.