Sestri P. Ci hanno provato anche a Levante… uhm! Sestri P., riflessione di Renzo Bistolfi

il titolo di questo post è una citazione del comico Casalino il quale ha fatto una parodia della canzone Let it be dei Beatles intitolata Sestri P. 
Ho visto il gradevole commento del lettore (commento alla mia recensione a un suo libro ambientato a Sestri Ponente, NdR) Ha solo confuso Sestri Ponente con Sestri Levante, cosa che accade spesso e alla quale sono abituato. Hanno commesso lo stesso errore nel presentare un mio libro alla trasmissione letteraria di Rai3 che si chiamava “Per un pugno di libri”. Per chi è di fuori Genova (cioè foresto) Sestri Ponente non esiste, esiste solo Sestri Levante la quale è una cittadina di villeggiatura balneare molto nota, ma è ben lontana dall’avere l’importanza storica, sociale e di costume di Sestri Ponente.
Se chiedi a un milanese dove inizia la riviera di ponente, ti risponderà senza esitazione: “Ad Arenzano”. Prima non c’è niente, perché per chi viene da Milano e va a ponente, la prima uscita autostradale è appunto Arenzano.
Località di villa per i patrizi genovesi fin dal 1500, Sestri Ponente è diventata in seguito località balneare di lusso sino all’inizio del XX secolo, poi ha visto un graduale ma gigantesco sviluppo industriale. Da Sestri (la nostra) sono passate le più importanti vicende del Risorgimento, è stata culla di sommovimenti carbonari e mazziniani, ha ospitato Napoleone, Pio VII e il generale Massena, ci hanno abitato o vi si sono rifugiati Giuseppe Mazzini, Giuseppe Garibaldi, Nino Bixio, Massimo D’Azeglio, Goffredo Mameli e molti altri; la Banda Filarmonica Sestrese è la prima ad aver suonato in pubblico, alla presenza del giovane Goffredo Mameli, l’Inno degli italiani, che poi diventerà l’inno nazionale d’Italia. Questa banda che ancora esiste, a suon di musica, ha accompagnato la partenza dei Mille dallo scoglio di Quarto e Giuseppe Mazzini al camposanto.
Poi i cantieri navali hanno cambiato volto alla città ed è diventata industriale. Qui sono stati costruiti e varati i più bei transatlantici di sempre: il Duilio, il Conte Biancamano, il Rex, l’Andrea Doria, la Leonardo Da Vinci, la Michelangelo, solo per citarne alcuni. E poi c’è stato il capitolo fondamentale della Resistenza antifascista e antinazista nella Seconda guerra mondiale e, negli anni 70, il contributo al grande movimento operaio per i diritti dei lavoratori, sfociato nello Statuto dei lavoratori.

Insomma, quando a Genova si dice Sestri è Sestri Ponente, mai Sestri Levante. Roba da intenditori 🙂