Il dubbio delle signorine Devoto, di Renzo Bistolfi, Tea 2022, recensione di Daniela Domenici

Dopo sette anni, a furor di popolo, sono tornate le signorine Devoto la cui prima avventura ho recensito con queste parole

https://danielaedintorni.com/2022/05/30/i-garbati-maneggi-delle-signorine-devoto-ovvero-un-intrigo-a-sestri-ponente-di-renzo-bistolfi-tea-2015-recensione-di-daniela-domenici/

L’autore, Renzo Bistolfi, è originario di Sestri Ponente anche se ha vissuto a lungo, per lavoro, a Milano e ha ambientato a Sestri tutti i suoi romanzi contestualizzandoli in un periodo storico a cavallo tra il 1950 e il 1960.

Le signorine Devoto, tre anziane sorelle zitelle, Siria, Mariannin e Santa, hanno la vena da investigatrici e già nel primo romanzo sono riuscite a risolvere il caso aiutando le forze dell’ordine con le loro intuizioni e osservazioni. In questa nuova storia i/le protagonisti/e sono sempre gli/le stessi/e, è cambiato soltanto il maresciallo che scoprirà, goccia a goccia, che conviene fidarsi dell’intuito delle tre sorelle, soprattutto di Siria, perché “sanno spennare le oche senza farle gridare”, che è anche il sottotitolo di quest’opera, cioè sanno far parlare le persone senza che si accorgano di essere sotto torchio e con acuta intelligenza ma, soprattutto, con una logica stringente deducono, estrapolano e capiscono come siano le andate veramente le cose e chi ne sia stato/a l’artefice sempre in collaborazione con il maresciallo.

Straordinaria la caratterizzazione psicologica di tutti/e i/le tanti/e coprotagonisti/e, dalla governante Elvira al dottor Cabella, dai/lle condomini di via Privata Vassallo 1, dove vivono le sorelle, al 10 dove avviene il primo fatto delittuoso; e sempre più perfetta l’ambientazione storico-sociologica di Sestri con un’attenzione ai dettagli e una ricostruzione accurata che merita una standing ovation.