I morti non parlano, di Marvin Menini, Fratelli Frilli editori 2019, recensione di Daniela Domenici

Ho già recensito apprezzato e recensito i due noir più recenti di Marvin Menini, chirurgo e scrittore genovese, ma questo di tre anni fa l’ho divorato in un soffio e merita innumerevoli lodi e complimenti.

Inizio a tributarglieli per la straordinaria ironia che caratterizza tutta la storia, dai dialoghi in dialetto romanesco di Guido a quelli in genovese di Bruno, dagli argomenti seri e importanti a quelli più banali, è un susseguirsi di episodi e battute al fulmicotone che lasciano senza fiato e che non ti permettono di staccarti dal libro fino alla fine.

Complimenti di vero cuore per le tante prove di Amicizia con la A maiuscola che sono alla base della storia, quella tra il giornalista-detective Matteo e il vicequestore Guido, quella tra Matteo, Bruno e Andrea, amici-fratelli; e bravissimo nel descrivere le dinamiche d’amore tra Matteo, Barbara e Clara: standing ovation!

Genova è sempre una superba coprotagonista con i suoi luoghi magici che fanno da sfondo ai vari momenti dell’avventura di questo giornalista che è un po’ ognuno/a di noi, con i suoi dubbi, le sue indecisioni, le sue passioni, la sua dedizione alla professione ma, soprattutto, il coraggio e la determinazione nell’aiutare a risolvere il caso alquanto spinoso in cui si trova coinvolto anche a rischio dell’incolumità personale: grazie dott. Menini per questo splendido libro!