A te, luna, di Adele Libero

Luna, stasera, scrivi coi tuoi raggi
mille parole sul tuo nero mare,
e anche i vecchi scogli tu incoraggi
a stemperarsi meglio nell’amare.

Ma l’Uomo più non coglie quei messaggi,
s’avvolge in egoismi da aberrare,
mettendo sotto chiave i gesti saggi
che l’odio sanno poter superare.

Peccato laggiù or stia nascendo
un bimbo mite e dolce come il miele
nel luogo più sperduto della terra.

Ma intanto un vento odioso sta spargendo
petali ostili, amari come il fiele,
che danno vita e cibo a questa guerra.