i delitti dei sette giusti, di Luisa Ferrari, Fratelli Frilli editori 2022, recensione di Daniela Domenici

un anno dopo la mia recensione alla sua seconda opera “La villa dei cadaveri”

https://danielaedintorni.com/2021/10/08/la-villa-dei-cadaveri-di-luisa-ferrari-fratelli-frilli-editori-recensione-di-daniela-domenici/

e due anni dopo la prima “cadaveri e tacchi a spillo”

https://danielaedintorni.com/2020/12/04/cadaveri-e-tacchi-a-spillo-di-luisa-ferrari-fratelli-frilli-editori-recensione-di-daniela-domenici/

è tornata a “trovarmi” Luisa Ferrari, medico legale ad Asti, che s’interessa da vari anni di museologia scientifica, con la sua opera più recente “I delitti dei sette giusti” che si svolge tra Torino, Rocca d’Arazzo, piccolo paese in provincia di Asti che abbiamo già apprezzato nei due libri precedenti, e Calascio, una cittadina in provincia dell’Aquila celebre per la sua rocca.

Il protagonista è “un sempre più ritroso” commissario Aurelio Baldanzi “costantemente impegnato tra il sognare un divano solitario e il fuggire dall’eterna fidanzata Ornella” che si trova, suo malgrado, a dover tornare all’istituto di anatomia patologica per cercare di capire qualcosa su un nuovo, misterioso delitto che riguarda uno dei docenti. Siamo nel periodo del lockdown e intorno a lui gravitano sempre, seppur in modi diversi, Ornella e Giulietta a cui si aggiungerà Flavia, una ex compagna di scuola ritrovata a Calascio.

La cifra distintiva di Ferrari è, come ho sottolineato anche nelle precedenti recensioni, la deliziosa, leggera, costante ironia con cui caratterizza questo commissario sui generis che forse avrebbe voluto fare un altro lavoro ma che si trova, invece, ad avere a che fare con pazzi squilibrati, paurosi reperti anatomici, segreti e piani raccapriccianti mentre lui sogna soltanto di mangiare cose gustose e leggere un bel libro nella sua amata solitudine.

Pubblicità