il pittore di Langa, di Fabrizio Borgio, Fratelli Frilli editori 2022, recensione di Daniela Domenici

Ho “incontrato” lo scrittore Fabrizio Borgio per la prima volta poco meno di due anni fa con il suo “Panni sporchi per Martinengo”

https://danielaedintorni.com/2021/02/13/panni-sporchi-per-martinengo-di-fabrizio-borgio-fratelli-frilli-editori-recensione-di-daniela-domenici/

e l’ho “ritrovato” con “Il pittore della Langa” che ho letto in un soffio e al quale voglio tributare esattamente gli stessi complimenti della mia prima recensione.

In primis per il fatto che, come ho già scritto per l’altra opera, non c’è alcun tipo di morti violente ma solo un mistero da risolvere per il quale servono le doti dell’ispettore Martinengo che “si infilerà in una girandola di sentimenti e situazioni problematiche che lo porteranno a una indagine in apparenza priva di una risoluzione ma che gli farà fare i conti, forse una volta per tutte, con le sue radici, i suoi sentimenti irrisolti e quindi con se stesso”: bravissimo!

E complimenti ancora per l’appassionata e dettagliata descrizione di vari luoghi delle Langhe che il pittore che dà il titolo al libro ama ritrarre nelle sue opere. Davvero apprezzabile l’umiltà con la quale Borgio, nella sua nota introduttiva, scrive “sono un profano del mondo dell’arte, un cultore istintivo e per questo ho dovuto documentarmi e capire come funziona questo mondo”; e il risultato di questa sua documentazione è uno stile narrativo di assoluto valore soprattutto nelle descrizioni dei quadri nelle quali l’autore raggiunge vette di pura poesia, da artista, e lo scrittore Bruno Morchio, autore dello “strillo” in quarta di copertina, concorda con me quando scrive “la prima qualità di Martinengo, al di là del fascino delle sue Langhe, e della verità del personaggio, è la scrittura del suo autore”.

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