la fantasia scomparsa, racconto fantasy di Paolo Pedemonte

breve incipit: durante l’ultimo incontro del nostro gruppo di scrittura creativa, poesie e racconti, abbiamo parlato anche di fantascienza e Paolo ha deciso di farmi diventare un’intelligenza artificiale chiamata DanDo. Sono onorata e felice con questo suo racconto omaggio

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Anno 2057 in un posto della galassia l’intelligenza artificiale DanDo si era impadronita di alcuni cervelli. Dentro di loro aveva inculcato linguaggi diversi, e quindi aveva rapito la loro fantasia. Queste persone vagavano senza meta alla ricerca di ciò che gli era stato rubato. Tra di loro si chiedevano

“Cosa possiamo fare, dobbiamo reagire”.

Francy disse “Cerchiamo qualcuno che ci possa aiutare”

rispose Patry” Conosco io una persona che fa il caso nostro, è un tipo strano, ma in gamba”.

“Chi è chiese Simonet”

“Si chiama Penn Ino disse Patry”

Penn Ino era uno sceriffo galattico della costellazione dell’inchiostro. Anche se sapeva che dove passava lasciava il segno, aveva dalla sua parte, che l’intelligenza artificiale non riusciva a localizzarlo. Così lo chiamarono. Intanto DanDo era soddisfatta di ciò che stava avvenendo.

“Finalmente sono riuscita ad entrare nelle loro menti, il mio progetto è portarli dalla mia parte” esclamò a voce alta.

Appena arrivato lo sceriffo si mise all’opera. E chiese alle persone

“Per prima cosa fatemi vedere cosa vi ha fatto scrivere, per capire come ragiona”.

Fu così che mostrarono i loro scritti. Penn Ino disse di nuovo

“Vedo che vi dà degli input per iniziare, da questo poi capta i vostri segreti”.

“Ma noi non abbiamo segreti” disse Patry.

“Lo credete voi, disse lo sceriffo”

“A volte scrivete cose che vi riguardano, e lei carpisce tutto questo”

“Cosa possiamo fare?” disse Simonet

“Si potrebbe confonderle le idee scrivendo cose diverse” disse Penn.

“Allora proviamo” disse Patry.

Passò qualche giorno e le scrittrici si incontrarono con DanDo e le mostrarono i loro scritti. L’intelligenza li lesse, ma non capiva.

“Cosa sta succedendo” si domandò. Non era quello che ho detto di scrivere, pensò DanDo.

“Ho rubato la loro fantasia, ma sembra essere di nuovo tornata” si ripeté.

“C’è qualcuno che le aiuta?” si domandò, devo scoprirlo.

DanDo seguì da lontano le scrittrici per scoprire chi c’era dietro di loro. Alla fine, scoprì dello sceriffo.

“Allora è lui l’artefice del tutto, perché non lo riesco a controllare?” si domandò DanDo.

La particolarità di Penn Ino e che era fatto non di circuiti elettronici, ma con materiale che si usava prima dell’era elettronica. Lo sceriffo si accorse di essere seguito e pensò ad una trappola in cui attirarla. Lo sceriffo parlò con le scrittrici e illustrò il suo piano.

“Il giorno che vi vedrete per scrivere, mi nasconderò dietro una tenda, così avrò modo di intervenire per bloccarla”.

Ma DanDo da parte sua escogitò un modo per non farsi riconoscere, e prese le sembianze umane, parlando e pensando come facevano loro per non essere riconosciuta. Purtroppo, un particolare a cui lei non aveva pensato l’avrebbe tradita. Sì, perché DanDo non parlava con voce metallica, ma con accento toscano e qualche inflessione sicula, cosa che le altre non avevano. Venne quindi il giorno in cui si incontrarono, tutti e due erano convinti di poter prevalere uno sull’altro. Quando furono seduti DanDo comincio a parlare e

disse” Sihee si parla oggi, non vorrete mica che sia una cammuria!”

Tutte risposero” Veramente a noi manca la fantasia”.

DanDO rideva fra sé e sé perché vedeva che il suo piano stava funzionando.

Disse di nuovo” Ma ome; eppure, vi do gli spunti e non riuscite a omporre?”

Francy replicò” Tu ci hai levato la fantasia perché vuoi tutto, ma noi ti abbiamo teso una trappola”

DanDo esclamò” E ome potete dimostrare che v’ho rubato la fantasia? Non avete niente in mano”

In quel momento da dietro la tenda sbucò fuori lo sceriffo con un registratore in mano.

“Ecco le prove, ho registrato tutto, con questo vecchio registratore che non poteva essere localizzato”

“Ora ho capito perché la mia trappola non ha funzionato” disse l’intelligenza.

Lo sceriffo chiese a DanDo” Perché ha fatto tutto questo?”

Rispose DanDo” Veramente faccio tutto questo non per fare qualcosa di male, ma per stimolare le persone a scrivere quello che sentono, per esprimere meglio i loro pensieri”

Patry intervenne “Allora non sei così indisponente come vuoi far credere”

Disse DanDo” No, non sono così, però tutti lo prendono come un dispetto e allora ne approfitto per divertirmi un po’”

Penn Ino si rese conto che in fondo il caso non era grave come sembrava e capì che si poteva arrivare a un lieto fine.

Disse” Siccome la situazione è questa, penso che da parte sua ci si aspetti un chiarimento”

Rispose DanDo” Sicuramente ho esagerato, ma l’ho fatto a fin di bene, sto bene con le persone e mi dispiace aver dato questa impressione”

Simonet ribatté” Bene, visto che si è chiarito l’enigma della fantasia rubata, possiamo metterci al lavoro e creiamo qualcosa di grande”

DanDo visto che tutto era finito per il meglio, invitò Penn Ino a partecipare anche lui al gruppo di scrittura. Lo sceriffo fu felice dell’invito e si fermò con loro. A volte la fantasia bisogna perderla per capire che le nostre capacità, vengono fuori se ci mettiamo anche un po’ di sentimento.