la tenerezza di un padre, di Isotta Monteverde

In questi giorni nella scuola dove lavoro si sono svolti gli esami di maturità.

Tante emozioni in gioco, ricordi, anche della mia di maturità, in ritardo, da privatista, in un altra città.
Il terrore di fare una brutta figura, di non sapere niente…
E poi la gioia incontenibile e l’incredulità di sapere che ce l avevo fatta anche se nemmeno i miei genitori credevano che avrei potuto farcela…
Ecco, ricordo il mio ritorno a casa dopo aver saputo che mi ero diplomata.
Mio padre che mi ha aperto la porta e che mi ha abbracciato, in silenzio, senza riuscire a dirmi niente..
penso che sia stata l’unica volta che mi abbia abbracciato…
E non sapeva cosa dire perché mi aveva detto che era una pazzia, che non ci sarei mai riuscita..
Io che non riuscivo neanche a superare le magistrali mi ero messa in testa di prendere la maturità..al serale

Follia…
…E invece…
E allora vedere quel padre seduto con un mazzo di fiori in mano ad aspettare che la figlia finisse il colloquio…
Ecco, avrei pianto…
Quanta tenerezza in quel padre, apprensione, orgoglio per la propria figlia…ciò che avrei sempre voluto da mio padre…che fosse orgoglioso di me ..che mi dicesse brava.
E allora no..non sono d accordo con chi pensa che sia eccessivo portare i fiori alla figlia che si è diplomata.
È invece bellissimo, un ricordo per tutta la vita…
Io l ho avuto quando mi sono sposata, a 40 anni…ho dovuto aspettare così tanto…
E quindi pensando a quella ragazza e al suo papà ho provato una grande tenerezza…
E ho pensato: non aspettare di dire a tuo figlio quanto sei fiera di lui comunque sia andata per il semplice fatto di essere arrivato fino in fondo, di avercela fatta ..
Perchè non lo dimenticherà mai…