Yellow hearts, di Cristina Chiperi, Mondadori 2023, recensione di Daniela Domenic

Ancora una volta un libro che mi ha prestato mia nipote (che mi ha quasi obbligata a leggerlo tanto le è piaciuto) ha incontrato anche il mio gusto.
Complimenti alla giovanissima, ma già alquanto prolifica, scrittrice Cristina Chiperi che è riuscita a creare questa splendida, magica storia che ho letto in un soffio, nonostante le 350 pagine, e che mi ha commosso, appassionato e divertito per la perfetta caratterizzazione psicologica, grazie anche ai flashback temporali, dei/lle principali protagonisti/e, i ventenni Vincent e Olivia in primis, e poi i loro amici Valerio e Anne ma anche la zia di Vincent e i genitori di Olivia.
Ognuno de quattro è in cerca della propria strada, soprattutto Liv che ha un amore incredibile per i libri e per lo studio ma che è ancora molto indecisa su quale sia (se esiste) la sua vera passione e che colora abbia. Vincent, invece, l’ha sempre saputo, perché è un artista nel DNA, per lui disegnare e dipingere sono la sua più profonda essenza da che ha memoria e il rapporto straordinario di amicizia e di fiducia che si crea tra loro li aiuterà a fare chiarezza e a crescere tra dialoghi e screzi, tra incomprensioni e riconciliazioni. E Liv a questo proposito scrive “Mi basta essere felice. Felice di essere abbastanza per me stessa. Felice per non aver paura di correre qualche rischio. Felice d’accettare di non essere perfetta. Felice per essere consapevole dei me sbagli. Felice con le persone che mi circondano. Felice per essere me”: quanti/e di noi possono affermare di essere felici come Olivia?