Dislessia, disgrafia e discalculia

Queste mie parole vogliono essere un omaggio a Simone, che è stato mio allievo in questi pochi giorni di supplenza nel suo liceo e che sabato scorso, in modo imprevedibile, mi ha insegnato, con una maturità e una proprietà di linguaggio inimmaginabile  in un ragazzino di quattordici anni, cosa vogliano dire questa parole che caratterizzano la patologia di cui soffre.

Tutto è nato per caso, ma come ormai sapete sono convinta che niente accada per caso, da un input che avevo dato loro il giorno prima che Simone aveva lasciato risuonare e crescere in sé fino a dargli poi il coraggio di confidarsi, regalo inaspettato che mi ha commosso ed emozionato per la fiducia istintiva che ha riposto in me, supplente solo da pochi giorni; è poi passare a spiegarmi, su mia richiesta diretta, invertendo i ruoli come se io fossi l’allieva che vuole imparare e lui il docente che mi istruiva, di questa patologia così diffusa eppure, spesso, poco o male conosciuta e, di conseguenza, trattata sia dai genitori che dagli insegnanti.

Abbiamo parlato di trasmissione genetica, di quoziente intellettivo, di difficoltà di memoria e di calcolo, di calligrafia, di schede per facilitare lo studio…insomma in poco meno di mezz’ora Simone mi ha aperto un mondo di cui sapevo poco con il suo dolce sorriso, la sua calma, la sua maturità straordinaria: grazie per avermi illuminato.