Il matrimonio può attendere al Teatro Lumière, recensione di Fausta Spazzacampagna

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Teatro pieno per la prima dello spettacolo “Il matrimonio può attendere” di Diego Ruiz che è anche sul palco insieme a Francesca Nunzi, uno tsunami di comicità e allegria che ha investito la platea del Teatro Lumière.
Uno schianto nel buio e la scena si apre su una Mini rossa tutta accartocciata fra gli alberi di una serra. Tra i lamenti escono dalla macchina Diego e Francesca e inizia tra loro uno scontro feroce:  Diego se la prende con Francesca perché non sa guidare, è distratta, si metteva il rossetto mentre affrontava una curva e Francesca se la prende con Diego perché, pignolo e ossessivo come è, le impediva di guidare calma con i suoi “Attenta là, gira, frena….”

Da lì arrivano a scontrarsi sui “massimi problemi” di trentenni e quarantenni, sui rapporti di coppia, sul matrimonio, sui figli, su tutte quelle dinamiche che fanno dell’incontro tra un uomo e una donna una possibile guerra – sensazioni e sentimenti molto veri e umani. Ma tutto viene giocato con una esplosione di comicità e ironia, quasi due ore di battute esilaranti, di garbate e frizzanti prese in giro tra la valanga Francesca e il povero Diego che subisce spesso e volentieri l’irruenza verbale e manesca di lei.

C’è una perfetta intesa e affiatamento tra i due attori che riescono con disinvoltura ad entrare e uscire dal copione o per una botta data con troppa veemenza da Francesca o per il colpo che Diego dà alla macchina o in altri improvvisi casi….e siccome la risata è contagiosa finiscono per ridere loro sul palco e tutto il pubblico in sala. Ma riescono sempre a riprendere con naturalezza il filo della commedia, come se nulla fosse accaduto, accompagnati dall’applauso della platea.
Una serata condita di buonumore e divertimento, ottima cura per lo stress e tra una risata e l’altra Diego e Francesca si risiedono in macchina, si dividono la giacca di lui per ripararsi dal freddo e l’umido della notte e da lì a ritrovarsi uno nelle braccia dell’altro il passo è breve e facilmente superato.

E dall’alto le voci di Gabriele e Michele – angeli dalla parlata romanesca – si compiacciono e spengono pian piano la luna.
Molto piacevole la regia di Nicola Pistoia, molto bella la scena e  piacevoli le musiche.
Uno spettacolo da non perdere….si replica ancora sabato sera e domenica in pomeridiana.
Infine un grazie ed un applauso al Direttore artistico del Teatro Lumière, Marco Predieri, che sta offrendo un palinsesto veramente interessante e piacevole.