Babel al Teatro Everest di Firenze, recensione di Daniela Domenici

babel da gonews.

Al teatro Everest le emozioni positive iniziano sin dall’entrata che non è quella classica dal foyer ma da una porta laterale e ci sembra subito di vivere un sogno al contrario perché le sedie sono sistemate sul palco e anche nello spazio sottostante e sono rivolte verso una struttura che troneggia dove, una volta, c’erano le poltroncine. Alle nostre spalle, sul palco, le apparecchiature tecniche della regia che è di Laura Croce, direttrice artistica del teatro, semplicemente perfetta.
I miei primi complimenti e applausi vanno a Francesco Migliorini, geniale scenografo e perfetto costumista, che ha ideato questo palcoscenico alternativo, straordinario, su due piani perché sono due le storie che vi si svolgono, due facce della stessa persona, due lati della sua vita, quella pubblica e quella oscura, privata della protagonista.
Al piano di sopra c’è Ester, un’esperta insegnante di economia domestica degli anni ’60, abbigliata ad hoc con gestualità assolutamente consona, che ci accompagna attraverso le pagine della Grande Enciclopedia della Donna, un compendio in cui c’erano rubriche di cucina, arredamento, giardinaggio, consigli di psicologia, lezioni di storia e di bon ton.
Ma Ester fatica a stare dentro questo ruolo e la sua vita privata, che nasconde un feroce segreto che scopriremo solo alla fine trabocca, la fagocita e le si impone. Questa “seconda vita” è la mise en scene di un celebre monologo, “Anna Cappelli”, del drammaturgo Annibale Ruccello che lo scrisse nel 1986 poco prima di morire trentenne. E’ una storia “piccola” che ha come protagonista una persona comune che viene osservata mentre scivola nella follia fino a farsi “mostro” ma che Annibale Ruccello riempie e colora di pietà per i deboli, i traditi, i pazzi, i disperati, gli emarginati.
E a dare corpo e voce a questa Ester-Anna è la straordinaria Luisa Bosi che fa ridere e sorridere nella prima parte, quella dell’insegnante di economia domestica e che fa commuovere profondamente interpretando Anna con il suo disperato bisogno d’amore, di conferme, di calore che la portano a trasformarsi in un mostro: grande Luisa, i miei applausi e complimenti più sentiti.

pubblicato anche su www.italianotizie.it

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