Ricette per un delitto di Danila Comastri Montanari, recensione di Daniela Domenici

ricette per un delitto

Ancora una splendida scoperta nella mia biblioteca preferita che dedica gli scaffali di un intero piano ai thrillers writers, uomini e donne, sia italiani/e che stranieri/e: proprio lì ho scovato un’autrice, fino a quel momento per me sconosciuta ma che invece ha scritto e pubblicato decine di libri dal 1990, anno del suo esordio: è Danila Comastri Montanari, bolognese doc, che è diventata celebre per i suoi “polizieschi latini” in cui l’investigatore è un senatore romano, Aurelio; conto di leggerne qualcuno di questa serie quanto prima.

Questo che invece ho appena finito di gustare è “Ricette per un delitto”, dieci deliziosi racconti di varia lunghezza perfettamente ambientati in vari secoli, dal 1596 ai giorni nostri, e in luoghi diversi che hanno, però, un denominatore comune: “il cibo, la cucina e tutto quello vi circola intorno”. Cito ancora alcune frasi dalla seconda di copertina perché mi trovano pienamente consonante: “ sono pagine in cui non v’è nulla di efferato, il sangue non scorre a fiumi, i delitti sono, tutto sommato, garbati, le trame ingegnose e, infine, perfino i cadaveri ci vengono serviti con decoroso sussiego, sono insomma cotti a puntino”.

Il valore aggiunto di questo formidabile libro di Danila Comastri Montanari è l’aggiunta, al termine di ogni racconto, della ricetta di un piatto rigorosamente tradizionale attorno al quale era incentrata la storia; e un ulteriore arricchimento sono le immagini di cuochi create da Giancarlo Vitali che “fanno capolino tra un racconto e una ricetta” e che contribuiscono alla bellezza e alla simpatia di questa raccolta: complimenti di vero cuore, Danila, non vedo l’ora di…gustare altre tue opere!