Palco libera tutti – Lo Spettacolo al teatro Lumière di Firenze, recensione di Daniela Domenici

palco libera tutti

“Lo spettacolo che libera le persone, che libera la comicità!”: in questa frase di Andrea Bruni, regista dello spettacolo c’è tutta l’essenza dello spettacolo – saggio finale degli allievi del primo e del secondo anno del corso sul teatro comico: parafrasando la frase finale del gioco “nascondino” o “rimpiattino” Bruni vuole sottolineare il fatto che “il palco diventa un luogo sereno dove ritrovare il contatto con il nuovo, con il giusto…un’esperienza liberatoria frutto di un metodo di studio nuovo e innovativo che mette al centro l’accoglienza della persona e la sua maturazione sia artistica che umana. I difetti e le insicurezze da punto debole diventano punto di forza…i testi sono stati creati o rielaborati sulla base delle caratteristiche e delle idee degli stessi allievi”.

E sono state due ore, con un breve intervallo, di gags, brevi monologhi fulminanti, sketches, parodie, sfoghi e movimenti in cui i suoi allievi che spaziano, anagraficamente, dai 16 ai 60 anni e sono quasi equamente suddivisi tra donne e uomini, si sono divertiti, e hanno fatto divertire, il numeroso pubblico presente al teatro Lumière.

Scenografia essenziale e abbigliamento nero e comodo uguale per tutti, con piccoli “arricchimenti” in alcune scene, e tanto spazio alla gestualità con scene mute da mimi e alla fisicità libera, perfetto il tempismo delle battute, tutti elementi che hanno scatenato risate a scena aperta e applausi convinti.

Ed ecco i loro nomi in ordine alfabetico per nome, non per cognome: Anna Alimenti, Alessandra Santini, Alessandro Veneziani, Alessandro Borraccino, Antonio Guastalegname, Antonio Rocco, Claudia Fabbri, Claudio Oriani, Cosimo Pulito, Elisa Agati, Giulia Barillà, Ilaria Mangiavacchi, Laila Cecchini, Laura Cesarini, Massimo Quaglierini, Massimiliano Mastandrea, Michele Barni, Nadia Capanni, Sara Bosi, Sauro Spagnoli, Valentina Bacci e Valeria Scavetta.

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