Suor Plautilla Nelli, la prima pittrice di Firenze, di Giulia Grazzi

suor plautilla nelli from advancingwomenartists.
Personalmente ho un debito “sentimentale” nei confronti di Suor Plautilla adolescente fiorentina, lessi di lei sul Vasari, mi sembrò un affascinante personaggio e mi precipitai alla ricerca dei suoi (ne fu a lungo Priora) Convento e Chiesa di S.Caterina nei pressi di S.Marco, che sembrava conservasse la maggior parte delle sue opere. Rimasi sconcertata e delusa quando mi accorsi che era stato demolito e ristrutturato da quasi un secolo, per istaurarvi , dopo la “soppressione”, più recentemente un Comando Militare . 1 suoi quadri dislocati qua e là, e per la maggior parte, almeno per me, dispersi e irrintracciabili .
Mi aveva colpito anche la successione dei suoi inusualì nomi: prima Polissena, “martire laica” sgozzata sulla tomba del consorte Achille, per passare poi come Plautilla alla rievocazione di una martire cristiana.
Fu una gradita sorpresa “ritrovarla” poi a Empoli, con le pur mediocri “nozze mistiche” suddette, e più che altro sapere, nel 1998, che su di lei a Fiesole si teneva un importante simposio organizzato dalla Georgetown University e dalla Syracuse University, con eminentissimi relatori di varie nazionalità: ” Suor Plautilla Nelli, The First Woman Painter of Florence”. Tutto questo a seguito di numerose lezioni, monografie, conferenze tenute presso varie università e istituti esteri, che confermano una certa italica insensibilità, trascuratezza e sottovalutazíone di personaggi tutti “nostri”.
Gli eruditi (e assai lusinghieri per la pittrice) atti dei convegno sono stati riuniti in un raffinato volume, godibilissimo anche per dei profani come la sottoscritta, che riporta agli onori della cronaca, rivalutando indirettamente anche il suo dipinto empolese, questa artista ritenuta finora marginale. Il simposio , e relativa pubblicazione, hanno riscattato infine gli impietosi giudizi su questa pittrice (quando non il silenzio) di buona parte della critica moderna, riversatisi pedissequamente nei commenti delle guide museali e turistiche. Non così ingenerosi furono i suoi antichi biografi e commentatori, come il Vasari, il Razzì, il Richa…. che riferirono altresì sul suo gran successo fra i contemporanei . Dice Vasari : “per le case de’gentiluomini di Firenze tanti quadri che troppo sarei lungo a voler di tutto ragionare”. Sulla sua attività di per certo gravarono i dettami e i provvedimenti restrittivi dei Concilio di Trento, che esigevano la clausura e che presumibilmente condizionarono e ridussero la sua produzione artistica, in qualità e quantità, pur essendo lei personalmente trattata con un occhio di riguardo e una certa Iiberalità”.
Di antica e nobile famiglia fiorentina, i Nelli (cosiddetti “di S.Lorenzo per distinguersi da altri ceppi e richiamare la matrice mugellana, dove peraltro per secoli mantennero una avita dimora a Montebuiano), oltre al famoso canto”, sono ricordati per aver dato i natali alla madre di Niccolò Machiavelli, Bartolommea.
La nostra Plautilla fu figlia di Piero di Luca Nelli e sorella di Costanza, poi Suor Petronilla, autrice di una vita di Fra’ Geroiamo Savonarola. Con una vocazione mai tradita ma probabilmente non spontanea, si fece suora domenicana a soli 14 anni, iniziando prestissimo a dipingere come seguace di Fra’ Bartolomeo della Porta e/o come allieva, secondo il Vasari, di fra’ Paolino da Pistoia . Oltre che pittrice convenzionale di soggetti ovviamente religiosi, esercitò anche la ritrattistica, fu ottima miniatrice e tenne una scuola con numerose apprezzate “discepole”.
Per inciso riporta curiosamente ancora il Vasari : i volti e fattezze delle donne, per averne veduto a suo piacimento, sono assai migliori che le teste degli uomini”.
Fatto che è stato rimarcato in particolare a proposito della sua nota “Ultima Cena”, in origine nel refettorio dei Monastero di S.Caterina, in cui i volti e le fattezze degli Apostoli appunto hanno qualcosa di femmineo, probabilmente a causa della scarsa dimestichezza della religiosa con l’anatomia maschile.
” … da nostro Signore Iddio dotata d’un ingegno sopra l’ordinario delle donne… ha fatto opere, che hanno recato maraviglie à i primi artefici di cotale professione nella sua città di Firenze …. Passò a miglior vita, già vecchia, essendo istata Priora dei suo Monasterio più volte, e divotissima religiosa, l’anno 1587.” (Razzi)
Dopo poche generazioni, alcuni esponenti della sua famiglia ebbero numerosi, interessanti e curiosi legami con l’empolese. Ma questa, come suol dirsi, è un’altra storia.

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