L’azione del silenzio alla Certosa del Galluzzo, riflessione di Fausta Spazzacampagna

certosa

Per il settimo anno la Compagnia delle Seggiole ci regala il viaggio all’interno della Certosa del Galluzzo, monastero fortemente voluto da Niccolò Acciaiuoli, costruito sul Monte Acuto – scelto perché abbastanza vicino a Firenze ma sufficientemente lontano perché il rumore e il movimento della città non disturbasse il silenzio e la rigida clausura dei monaci.
Il turno da noi scelto era quello delle 22 per cui già arrivando si godeva lo spettacolo di Firenze illuminata, nella quiete della sera….

A farci da guida il simpatico Padre Sisto, monaco Benedettino Cistercense, che vive da anni nella Certosa insieme ai suoi confratelli, da quando i frati certosini sono andati via nel 1958. E’ stato proprio l’arrivo dei monaci cistercensi a rendere la certosa accessibile anche al pubblico.
Torneremo indietro nel tempo, quando la certosa era ancora abitata dai certosini con la loro rigida regola di clausura

Dopo aver radunato il gruppo dei partecipanti padre Sisto spiega che il viaggio non è tanto alla scoperta delle bellezze del luogo – che sono tante e che ovviamente saranno via via viste – quanto per assaporare la bellezza del silenzio e del contatto con se stessi e con Dio, per cui raccomanda il silenzio totale perché la pace e la quiete del luogo possa penetrare nell’anima, silenzio che è stato assolutamente rispettato da tutti.
Poi apre un grande cancello di legno e saliamo una lunga scalinata, che sembra quasi portare in cielo.

Ci troviamo davanti ad un cancello ed è questo il vero ingresso della certosa, all’interno del quale per prima cosa si trova la Chiesa.
Non è possibile raccontare per filo e per segno tutto il cammino percorso attraverso gli spazi principali della certosa, iniziando dalla Chiesa, poi nel Capitolo, nella saletta del colloquio, nel grande chiostro dove si affacciano le celle dei frati, nel refettorio e poi nel piccolo chiostro dove sono le celle dei monaci conversi – tutti spazi carichi di suggestione e di mistero – ma soprattutto attraverso l’incontro con gli “spiriti gentili”che hanno permesso di comprendere la difficoltà ma anche la bellezza e la profondità della scelta assoluta di un uomo di dedicare tutta la vita all’incontro con se stesso, al silenzio, alla meditazione, alla solitudine e perciò con Dio, scelta dura, che si fa di slancio per uno sguardo che si è aperto alla contemplazione della bellezza di Dio, ma che è poi vagliata attraverso dubbi e ripensamenti e che alla fine raggiunge il premio della pace e “il deserto diventa un giardino fiorito dove vivere la pienezza dello spirito”.

Un grosso grazie a Padre Sisto che ci ha accompagnato con la sua grande competenza a con la sua simpatia.

Bravissimi i protagonisti dello spettacolo: Marcello Allegrini, Mario Altemura, Fabio Baronti, Roberto Cacini e Beatrice Faldi che hanno saputo trasmettere tutta l’angoscia, la paura, i dubbi ma anche la gioia e la pace misteriosa che il Cielo dona .

Un dono di pace che sicuramente ognuno di noi alla fine avrà portato con sé…..