Vergine giurata di Elvira Dones – Feltrinelli 2007, recensione di Daniela Domenici

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Ancora una volta un libro che mi chiama, nonostante non sia recentissimo, dagli scaffali della mia biblioteca preferita ed è subito innamoramento…

…”Vergine giurata” è di Elvira Dones, una scrittrice, sceneggiatrice e autrice di documentari televisivi (come leggo nella sua biografia in seconda di copertina) di origine albanese che risiede negli Stati Uniti e che ha pubblicato, prima di questo, altre quattro libri scritti in italiano.

E questo è il primo valore aggiunto di “Vergine giurata”, il perfetto uso dell’italiano da parte di un’autrice non madrelingua, straordinario, andrebbe presa ad esempio da molte scrittrici e molti scrittori italiani che, purtroppo, “maltrattano” la nostra lingua (e qui parla la correttrice di bozze nonché editor).

La seconda caratteristica è che la storia viene narrata quasi in forma di fiaba moderna. Seguiamo le vicende della vita di Hana Doda, una giovane albanese, che per amore dello zio morente, che le ha fatto da padre, e per sottrarsi, senza per questo infangare il nome del clan, a un matrimonio combinato torna sui monti dalla capitale, Tirana, dove stava studiando all’università, e diventa una “vergine giurata”, farà voto di castità, cambierà nome, diventerà Mark, si farà rispettare così dall’intero villaggio perché, da quel momento in poi, racchiuderà nel suo corpo di donna l’onore e il potere di un uomo. Ma dopo quattordici lunghissimi anni qualcosa cambia per Hana-Mark e la sua vita avrà una svolta inaspettata che non vi racconto per non togliervi il piacere di immergervi in questo straordinario libro.

Concludo con la citazione iniziale del grande poeta Nazim Hikmet, scelta dalla Dones, che mi sembra racchiuda l’essenza di questa sua opera: “E di nuovo, immensa/ sconfinata, ricomincerà/ la vita, senza occhi, senza parola/ senza pensiero”.