Sirene d’inverno di Barbara J. Zitwer – Fabbri 2012, recensione di Daniela Domenici

sirene d'inverno

Un libro leggero, che fa sorridere, che trascina, che si legge tutto d’un fiato: questo è “Sirene d’inverno”, opera prima di Barbara J. Zitwer che, leggo nella sua biografia, è un’agente letteraria e prima è stata produttrice cinematografica, ha scritto testi per il teatro e vive a New York.

Un grazie particolare va alla bravissima traduttrice, Elena Cantoni, che ha saputo rendere la splendida magia di questo libro che nell’edizione originale s’intitola “The J.M.Barrie ladies’ swimming society” e già questo dà una prima idea della leggerezza che ne sarà la cifra distintiva: Barrie, per quei pochi che non lo sapessero, è l’autore di Peter Pan…

Joey, la protagonista di questa storia, è una giovane architetta newyorkese che si trova, grazie a un progetto da lei portato avanti che lei dovrà supervisionare in loco, la ristrutturazione di un’antica villa nella campagna inglese, a vivere nuove, inaspettate avventure che le faranno scoprire cosa sia la vera Amicizia e a innamorarsi imprevedibilmente.

Le sue nuove amiche, cinque arzille, meravigliose, improbabili, ottuagenarie vecchiette che hanno fondato la società di nuovo femminile J. M. Barrie, la sfideranno a una nuotata nelle acque gelide del lago, cosa che loro fanno tranquillamente da decenni in qualunque stagione.

E Joey troverà in sé quel po’ di coraggio e quel briciolo d’incoscienza necessari per accettare la sfida delle sue cinque nuove amiche e anche se “al primo impatto il freddo sembra insopportabile…quando il corpo supera lo choc  la sensazione è di pura estasi…”…”un tuffo può cambiare la tua vita. Per sempre” come recita il sottotitolo di questo libro e Joey scoprirà, sulla sua pelle, che anche “l’amore, spesso, è solo un tuffo da noi”.