Rododendro, di Giuseppe Sciarra, Edizioni IlViandante 2026, recensione di Daniela Domenici

Sono appena riemersa da questo libro che è assolutamente originale perchè dà emozioni contrastanti e non lascia indifferenti: è un’opera difficile da definire.
Alla base c’è una storia d’amore a senso unico perché Nicolò non si rende conto dei sentimenti che Davide prova per lui ma è, soprattutto, una storia di narcisismo portato al parossismo, che rovina qualunque tipo di rapporto, anche quelli di amicizia, perché il narcisista, in questa storia Nicolò, manovra come un burattinaio, dietro le quinte, nei modi più diversi, gli atteggiamenti e le parole, in una parola le vite, di chi incontra sulla sua strada.
Complimenti a Sciarra per come ha saputo descrivere, con continui colpi di scena, l’alternarsi altalenante della relazione tra Davide e Nicolò ma anche con Stefania e altre ragazze che abitano nel piccolo paese immaginario di Rododendro e che si trovano a gravitare nella sua orbita; perfetti i dialoghi che sono intrisi di dubbi, di ripensamenti, di sensi di colpa e del dolore profondo che provano Davide e le altre quando si trovano a interagire con Nicolò, il Narciso con la N maiuscola.