Lo Zecchino d’Oro a scuola media…di Daniela Domenici

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Stamattina mi è capitato di dover fare una sostituzione in una classe per la prima volta ed è accaduto un episodio che mi ha suggerito una riflessione.

Naturalmente non ho fatto lezione, avrei potuto ma non ho voluto, ho preferito chiacchierare con la classe, una seconda media, e devo dire che, sinceramente, senza falsa modestia, dopo poco sono riuscita a trovare talmente tanti input su cui parlare che ho ottenuto l’attenzione di quasi tutta la scolaresca composta in maggioranza, casualmente, da bambine.

Solo due maschietti che tentavano di fare i “disturbatori” lentamente sono stati ridotti…all’impotenza sia perché gli altri e le altre volevano ascoltare quello che dicevo sia perché sono riuscita a “limitare” i loro tentativi…

Questo breve incipit per inquadrare la situation e arrivare all’episodio che mi ha fatto riflettere; tra le tante domande che mi hanno fatto una è stata: “prof, qual è il suo cantante preferito?” e io: “mi dispiace ma non conosco nessuno di quelli che piacciono a voi, che sono di moda, sono un po’ vecchietta, oltre alla musica classica, a me piacciono le canzoni dello Zecchino d’Oro di quando ero piccola, pura archeologia…”

E loro, tutti unanimi: “prof, ce ne canta una?” e io: “ma siete sicuri che vi piaccia? Non sono molto intonata…” e loro con calore: “per favore, prof, ce ne canti una…”; sperando che nelle classi accanto non mi sentissero ho cantato, per intero, “Un milione, due milioni, tre milioni di anni fa…” e mentre la cantavo lentamente alcuni di loro si sono messi chi a battere il ritmo sul banco chi con le mani. Quando ho finito è esploso un applauso che mi ha lasciato stupefatta e commossa e che ha dato il via alla mia riflessione che vi dirò.

Verso la fine dell’ora alcuni di loro mi chiedono: “prof, ce ne canta un’altra prima di andare via?” e io: “ma siete proprio sicuri che vi piacciano?” e loro: “Sìììììììììììììììììììììììììììììììì”. Li ho accontentati con “Cirillo curiosone” e questa volta hanno cominciato sin dalle prime battute a farmi il sottofondo ritmico come nella canzone precedente concludendo con un applauso ancora più caloroso.

Quando è suonata la campanella mi sono venuti vicino e mi hanno detto: “prof, ma non può rimanere lei  fare supplenza anche per l’ora successiva? Ci piace ascoltarla sia quando ci parla che quando canta…” e io dentro mi scioglievo…

La riflessione è questa: come mai dei ragazzi e delle ragazze di seconda media, quindi di 12/13 anni, siano così felici di ascoltare canzoni dello Zecchino d’Oro degli anni ’60 come se fossero ancora dei bambini a cui le mamme cantano melodie per la ninnananna? Non saremo forse talvolta troppo esigenti nel farli crescere prima del previsto caricandoli di aspettative forse più grandi della loro età? Me lo chiedo e passo la domanda a voi, amiche e amici…