“La Banca Centrale Europea” di Adele Libero

la banca centrale europea

Gli stati che hanno adottato dal 2001 l’euro, come noto, sono tenuti a rispettare i parametri stabiliti nel trattato di Maastricht che impediscono, ad esempio, un eccessivo indebitamento e prevedono un ritmo armonico di crescita economica fra gli stati.

Ciò nonostante non è un mistero che nel tempo si sono accentuate le sperequazioni tra le realtà economiche europee, che vedono, ad esempio, l’Italia gravata da un’eccessiva spesa per gli interessi sul nostro debito pubblico.

Dato che, invece, altri stati, quali la Germania, hanno parametri migliori e prospettive economiche totalmente diverse, accade che l’affidabilità tedesca sia molto più forte e di conseguenza lo spread (la differenza tra il tasso sui bond decennali tedeschi e quelli italiani) molto migliore per la predetta   Germania.

Ma se si guarda all’articolo 3 del Trattato sull’Unione europea,  si nota che gli obiettivi dell’introduzione dell’Euro vedono ” lo sviluppo sostenibile dell’Europa, basato su una crescita economica equilibrata e sulla stabilità dei prezzi, su un’economia sociale di mercato fortemente competitiva, che mira alla piena occupazione e al progresso sociale”.

Tali obiettivi sono quindi imperativi per la BCE, la nostra banca centrale, che, però, non sembra averli conseguiti.

Uno strumento efficace potrebbe essere rappresentato dal reperimento diretto, da parte della BCE, dei fondi per tutti gli stati membri (le banche centrali in genere  non solo battono moneta), girando ovviamente i fondi ai paesi che ne abbisognano.

Si avrebbe, così, un unico costo per tutti i paesi, senza che alcuni sono avvantaggiati ed altri penalizzati (si perfino per la Grecia).

In questo modo si inizierebbe davvero a parlare di Europa Unita e di Euro, che, finora,  scusate, sappiamo bene a vantaggio di chi, sono rimasti solo sulla carta.

Una politica siffatta potrebbe essere anche iniziata con gradualità, ma garantirebbe all’Italia un  alleggerimento della spesa per interessi (attualmente circa 90 miliardi di euro all’anno).

Mi rendo conto che questa ipotesi è solo teorica perché a tanti non conviene !

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The European Central Bank
The states that have adopted the euro in 2001, as we know,  are required to comply with the benchmarks set out in the Maastricht Treaty that prevent, for example, over-indebtedness and provide a harmonic rhythm of economic growth among the states .
Nevertheless, it is no mystery that over time there have been increasing inequalities between European economic realities, they see, for example, Italy burdened by excessive spending on interest on our national debt .

Since, however, other states, such as Germany, have better parameters and the economic outlook is completely different we see that  German financial strength is much stronger and consequently the spread ( the difference between the rate on ten-year bonds issued by  Germany and Italy) is much better for the aforementioned Germany.
But if you look at Article 3 of the Treaty on European Union,  you can see that the aim  of the Euro is “the sustainable development of Europe based on balanced economic growth and price stability , and ‘ a highly competitive social market economy  aiming at full employment and social progress . ”

These objectives are therefore imperative for the ECB, our central bank, which,   however, as far from being achieved.
An effective tool could be represented by direct raising  by the ECB  of funds on account of all  member states ( the central banks do not generally just beat the coin).
In this way there would be only one cost for all countries, (but some have been up to now advantaged).
In this way, you really can begin to talk about Europe united  and Euro, which, so far,  have stayed only on paper.
Such a policy could also be started gradually, but for Italy it would ensure a gradual reduction in interest payments (currently around 90 billion euro per year).

I realize that this only theory because so many will not agree!