Toshiko d’Elia, l’atleta dei tanti record, da me tradotto e rielaborato

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Toshiko d’Elia è cresciuta in mezzo al caos e alle devastazioni del Giappone post bellico ed è andata avanti a diventare una pioniera nella corsa femminile stabilendo numerosi record americani e del mondo in ogni categoria e distanza.

Arrivò negli Stati Uniti nel 1951 e cominciò a correre a 42 anni. E’ morta 3 giorni fa a casa di sua figlia ad Allendale nel New Jersey per colpa di un tumore al cervello scoperto due mesi fa. Prima della diagnosi la d’Elia nuotava un’ora ogni mattina e proseguiva con due ore di esercizi e di pomeriggio correva.

La sua carriera da runner è iniziata come un modo di costruire la resistenza per i suoi “climbing treks” in montagna. Lei e suo marito, Fred d’Elia, hanno scalato tutte le cime più alte in Europa e negli Stati Uniti.

Nel 1980 la d’Elia è diventata la prima donna over 50 a correre la maratona sotto le 3 ore al campionato mondiale di maratona veterani a Glasgow in Scozia finendo in 2:57:25.

E’ stata anche la prima donna over 65 a correre il miglio indoor sotto i 7 minuti.

Nel 2008 all’età di 78 anni la sua carriera da runner era quasi finita quando fu sottoposta a un intervento a cuore aperto per riparare un aneurisma e un’aritmia cardiaca ma dopo varie settimane di riabilitazione è tornata a correre.

Ha continuato la sua serie vincente anche dopo aver computo 70 anni. Nel 2001 ha infranto il record del mondo indoor per le donne over 70 nei 1500 m con il tempo finale di 6:47:46. Poche settimane dopo ha infranto quello degli 800, dei 5 km e dei 10 km. Nel giorno in cui infrangeva il record mondiale dei 5000 era preparata a concorrere anche per quello dei 3.000 ma decise che “un record mondiale al giorno era sufficiente”.

Toshiko d’Elia era nata a Kyoto il 2 gennaio 1930. Fu allevata in modo tradizionale secondo la cultura classica giapponese. Quando ricevette una borsa di studio della Fullbright per studiare negli Stati Uniti si appellò a suo padre per finanziarle il viaggio ma lui rispose che avrebbe speso il denaro per un nuovo cavallo piuttosto che nell’istruzione di una donna.

Nonostante la sua resistenza lei frequentò la Syracuse University e si laureò in “educazione speciale per le persone sorde”. Si sposò ed ebbe una figlia.

Due anni più tardi suo marito la lasciò e lei ritornò in Giappone solo per sentirsi dire da suo padre che lei era stata era stata la rovina della famiglia e che doveva dare sua figlia in adozione. Sua madre le dette il denaro per tornare negli Stati Uniti e cominciare una nuova vita.

Visse nel Bronx e insegnò alla New York School per i sordi. Nel 1961 sposò Manfred d’Elia e lei e sua figlia Erica si trasferirono a casa sua.

La d’Elia corse la sua prima maratona nel gennaio 1976. Si era allenata per correre solo la mezza maratona per vedere se poteva farcela su quella distanza. Quando raggiunse la metà del percorso continuò a correre e finì in 3:25.

Tre mesi più tardi corse la maratona di Boston in 3:15. Sette mesi più tardi corse la maratona di New York e fu la terza donna ad arrivare col tempo di 3:08:15.

Nel 1975 incontrò Bob Glover, un allenatore di maratone d’elite. La prese sotto la sua ala e iniziò ad allenarla rendendosi conto della profondità del suo talento. All’età di 50 anni nel 980 corse la maratona di Boston in 3:09, quattro mesi dopo essere guarita da un cancro cervicale.

Glover decise che era arrivato il momento di correre la maratona sotto le tre ore. La fece allenare per 100 miglia alla settimana con allenamenti di velocità e ripetute collinari. La d’Elia era pronta per la sfida. Si era allenata con la fiera determinazione imparata nelle strade di Kyoto.

La d’Elia divenne la top runner alle gare Road Runner di New York per tutti gli anni 70, 80 e 90.

Si divertiva a introdurre la corsa ai neofiti, a insegnar loro ad amare lo sport prima di essere competitivi. Lei vedeva la corsa come un’amicizia che richiede nutrimento, cure.

http://www.runnersworld.com/general-interest/first-woman-over-50-to-break-300-in-marathon-dies