Nana Asma’u, studiosa nigeriana, da me tradotto e rielaborato

nana asma

“Donne, un avvertimento. Non lasciate le vostre case senza una buona ragione. Potete uscire per avere del cibo o per cercare un’istruzione. Nell’Islam è un dovere religioso cercare la conoscenza” scriveva la storica, Nana Asma’u, che è la prova che la penna è più potente della spada.

Figlia di un potente governante in quella che è ora la Nigeria settentrionale Nana Asma’u, nata nel 1793 e morta nel 1864, seppe sin dalla giovane età che Dio voleva che lei imparasse. E non solo lei ma anche tutte le donne. Suo padre, un sufi Qadiri che credeva che la condivisione della conoscenza fosse il dovere di ogni musulmano, si assicurò che lei studiasse i classici in arabo, latino e greco. Alla fine del suo percorso d’istruzione sapeva recitare l’intero Corano e parlava fluentemente in quattro lingue. Corrispondeva con studiosi e leaders in tutta la nazione. Scrisse poesie su battaglie, politica e verità divina. E quando suo fratello ereditò il trono lei ne divenne la consigliera di fiducia.

Avrebbe potuto farsi rispettare per la sua istruzione ma, invece, era determinata a trasmetterla. Nana Asma’u istruì un network di donne docenti, le jaji, che viaggiarono in tutto il regno per istruire le donne che, a loro volta, ne avrebbero istruite altre (Le jaji dovevano anche indossare qualcosa che somigliava a una specie di sorprendente cappello a forma di pallone che le contrassegnava come leaders). Le loro studentesse erano note come le yan-taru o “quelle che si aggregavano insieme, la sorellanza”. Perfino oggi, quasi due secoli dopo, le moderne jajs continuano a educare le donne, gli uomini e i bambini nel nome di Nana Asma’u.

http://www.salon.com/2014/01/20/7_of_the_most_amazing_women_youve_never_heard_of_partner/