“Down” di Adele Libero

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Sei il figlio che volevo,

unico, speciale,

un dono divino,

la mia stella più astrale.

Ti dicono “diverso”,

disabile, anormale,

ma leggo nei tuoi occhi

una vita da strafare.

Un cuore innamorato,

che sa ridere, baciare,

le braccia forti e lunghe,

che mi sanno abbracciare.

Gli occhi pieni di sole,

che pianger non san fare,

la mente con farfalle

che vogliono volare.

Sei il figlio che volevo,

ti voglio solo amare.